CONOSCENZA ED ESPERIENZA

a cura di R. Centis

In un’epoca in cui domina la tecnologia e il mito prevalente è quello della conoscenza tecnologica, informatica, in un’epoca in cui ci stiamo avviando verso l’intelligenza artificiale, l’evento più umano che possiamo vivere é accorgerci che non ci trasformiamo solo attraverso la conoscenza ma è indispensabile l’esperienza, passare attraverso l’incarnazione di ciò che conosciamo intellettualmente e dare consistenza  reale a ciò che è concepito dalla nostra mente.

Anche il nostro linguaggio è troppo logico e razionale e tende ad essere troppo semplice ed adatto al livello tecnologico: il linguaggio é lo strumento che la vita, l’esistenza ci ha dato per tessere le profonde relazioni tra di noi. Abbiamo bisogno di un linguaggio che ci descriva, ci porti verso il desiderio, il simbolo, l’immaginario e il trascendente.

Abbiamo bisogno del tempo per creare connessioni vitali dentro di noi, nel nostro cuore. Cominciamo a non aver fretta di risolvere ciò che non torna, anche se si tratta di reazioni o sentimenti scomodi: se facciamo attenzione a ciò che provoca disagio, poi, si può iniziare a riconoscere anche ciò di cui abbiamo bisogno.

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SELF MADE MAN

Dott.ssa R. Centis

 L’uomo che si fa da sé. 

L’uomo che ha smarrito le sue radici e non poggia su una base sicura.

Nel nostro tempo, nella nostra società siamo malati di solitudine: con sempre maggiore difficoltà accettiamo e utilizziamo ciò che le generazioni che ci hanno preceduto hanno faticosamente maturato ed imparato. Siamo senza padre.

Bombardati da un eccesso di informazioni e di stimoli, ci manca una guida che insegni come metabolizzare tutto ciò.

Ci portiamo sulle spalle la pesante responsabilità di inventare il nostro percorso personale di crescita e di presenza nel mondo.

La mentalità del “self made man”,  l’atteggiamento interiore che fa consistere il proprio valore nella capacità di “performance”, è una mentalità che tende a insinuarsi nel rapporto che abbiamo con tutto: nel lavoro, nella famiglia, nella vita morale ecc. Una delle conseguenze é la paura di fallire. Se infatti io consisto di ciò che riesco a fare, è normale che io viva in uno stato di permanente ansia di riuscire a mantenere alto il livello, ansia di prestazione, che in negativo vuol dire: paura di non riuscire.

Ma se vogliamo, possiamo cercare e trovare dei luoghi, delle amicizie, dei maestri, dei mentori che si affianchino alla nostra vita, e ci aiutino ad affrontare la durezza del reale, perché l’uomo è strutturalmente relazionale, non può vivere ed esistere se non in rapporto con “altri” significativi,  da cui si senta visto, riconosciuto, valorizzato e accompagnato.

CONFLITTI DI COPPIA E GENITORIALITA’

a cura di dr R.Centis

Anche coppie ben strutturate legate da un profondo affetto non sono esenti da momenti di tensione o di vero e proprio conflitto, per la diversità che ci caratterizza come esseri umani da tutti i punti di vista; ri – trovare un accordo può essere un lavoro impegnativo che implica investimento e pazienza da parte di entrambi. Una coppia stabile è una coppia che ha imparato come affrontare e come gestire la diversità dell’altro, facendo propria la “regola” della “norma personalistica”, cioè il concetto che nulla è più importante dell’essere umano come persona, che va non solo rispettata, ma anche tutelata e aiutata a svilupparsi secondo le sue specifiche caratteristiche.

Entrare nelle relazioni interpersonali con questa “linea – guida” garantisce che l’altro non venga trattato come un oggetto usato per il piacere personale, ma sia riconosciuto nella sua piena dignità di creatura esistente e con sue specifiche credenze, sensibilità, storia individuale (che a volte può essere traumatica e portare delle tracce dolenti dal passato), con diritti e doveri pari ai miei. Non è facile, non è istintivo seguire la “norma personalistica”; manteniamo spesso l‘ abitudine di porci al centro dell’attenzione, poiché emergiamo da una fase infantile dove essere al centro dell’attenzione altrui è normale, fisiologico: l’individuo in crescita ha bisogno di essere nutrito con una miriade di stimoli e di attenzioni, e solo un po’ per volta impara a decentrarsi da sé e rapportarsi con la realtà esterna.

  Il processo di diventare degli “adulti maturi”, in grado di essere consapevoli dei propri pensieri e delle proprie emozioni e di prendere delle decisioni ponderate è una evoluzione lenta e faticosa, ed in questo processo ci aiutano le piccole e grandi disavventure e frustrazioni della vita che ci costringono a fare i conti con la realtà. Un adulto “maturo” ha a cuore che le persone attorno a sé possano a loro volta seguire questo sviluppo personale, in primis i figli di cui ha la responsabilità.

 I conflitti possono essere distruttivi, ma anche costruttivi. Un litigio può essere distruttivo per i contendenti e per chi sta loro intorno quando implica svalutazione e rimprovero denigrando e attaccando l’altro come persona globale, portando con sé aggressività agita, urla, aggressioni fisiche a persone o cose.

Ma un conflitto coniugale può essere vissuto in modo costruttivo se è portato avanti senza mai venir meno al rispetto reciproco e senza generalizzare o mettere in discussione l’intera persona del partner: si tratta di identificare soluzioni condivise e soddisfacenti per entrambi, che rispettino il valore individuale della persona. Ciò insegna ai figli, che inevitabilmente osservano con acuta attenzione ciò che avviene e come avviene, che le relazioni possono evolvere e rinsaldarsi anche attraverso momenti di conflittualità che possono essere riparati senza far venir meno la solidità del legame e dell’affetto.

E’ quindi indispensabile che i genitori svolgendo il loro compito, abbiano sempre uno sguardo focalizzato sui loro figli, attento ai loro bisogni e alle loro difficoltà, rispettando le fasi della loro crescita, e siano poco condizionati dalla necessità di affrontare le personali problematiche non risolte. 

Quando una coppia vive un conflitto, per affrontare la dialettica interna è molto importante che venga rispettata la “norma personalistica”, quella regola di comportamento, che prima di tutto, prima di essere una “regola” è un modo interiorizzato di pensare e di relazionarsi con l’altro che abbiamo di fronte a me.

E’ molto comune il caso che gravi conflitti di coppia, avviati verso la separazione, coinvolgano i figli come in un turbine, destrutturando il loro percorso di costruzione della personalità che è un processo delicato e facilmente turbabile.

Nelle agitate acque della rivendicazione dei propri diritti, viene facilmente dimenticato il diritto dei figli ad avere attorno a sé un ambiente affettivamente stabile in cui la relazione genitore – figlio è garantita e sicura (vedi Bowlby: una base sicura) anche se la coppia coniugale confligge e si separa; avviene spesso che genitori denigrino e svalutino agli occhi dei figli l’ex partner, non considerando la necessità dei figli di avere al più possibile entrambe le figure genitoriali integre e sostenenti. Il figlio viene spesso considerato un personaggio che deve convalidare le ragioni soggettive addotte da uno dei due partner, ed a volte questo atteggiamento è realizzato da entrambi i genitori. I figli sono così “frantumati” e impossibilitati a percepire che ogni persona è un dono, un valore, anche se sicuramente tutti abbiamo dei difetti e delle incapacità. Sono abbandonati emotivamente a loro stessi, ad essere soli di fronte a ondate emotive dolorose e distruttive. Vivono angoscia, vivono ansia, vivono solitudine perché non trovano nessuno a cui appoggiarsi emotivamente e che insegni loro ad affrontare le avversità.

Invito a incontri del sabato 2022

Buongiorno a tutti!

Riparte il percorso con  i gruppi di Crescita Personale!

I primi incontri si terranno SABATO 8 OTTOBRE e  SABATO 29 OTTOBRE,   ( orario: dalle 15 alle 17.00): le date successive verranno stabilite   contestualmente.

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E. Berne ha affermato:  “ le  persone  si ammalano attraverso le relazioni interpersonali   ed attraverso di esse possono guarire” .

 Possiamo  diventare  consapevoli  di  aspetti del proprio  modo di  percepire  noi stessi   e  la  realtà  circostante   e    del modo di   instaurare  relazioni  con gli altri;  quando  utilizziamo delle modalità non adeguate soffriamo, e a volte la sofferenza può essere  alta.  Attraverso  la consapevolezza   del nostro modo di essere possiamo  quindi  attivare delle opzioni  diverse  di comportamento  e   prendere decisioni  di cambiamento.

La relazione di gruppo   è una modalità particolare, privilegiata, per  effettuare questo lavoro: utilizza infatti un ambiente interpersonale  che per  sua natura è ricco di stimoli e di sostegno.  L’attività del gruppo  ha la finalità di  aiutare ciascuno a lavorare su di sé scoprendo nella relazione con gli altri  degli aspetti che gli appartengono.

Per permettere  l’esperienza  della relazione guaritiva  del gruppo  propongo  un percorso  di sviluppo personale:  

LA SCOPERTA DI ME

         Il focus di questo percorso è  approfondire la conoscenza di sé  e migliorare le proprie relazioni con gli altri. Mediante la condivisione di esperienze personali,  integrata dalla presentazione di concetti teorici che permettano una    rilettura delle situazioni,   si possono elaborare  aspetti particolari della propria esperienza di vita, per poter  comprendere le dinamiche sottostanti, e l’individuazione di possibili  soluzioni o alternative.

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 Chi desidera partecipare  può contattarmi  personalmente per informazioni  ed accordi più specifici:

Dr.ssa Rossana Centis – cell 391 4512015

e – mail: psicoterapia.to.nord@gmail.com

ATTENZIONE AI NOSTRI FIGLI!!!

Questo messaggio ha l’intenzione di sollecitare l’attenzione dei genitori nei confronti dei figli: é IMPORTANTISSIMO cogliere segnali precoci di disagio relazionale  in tutte le fasce di etá evolutiva e adolescenza per poter prendere provvedimenti opportuni a PREVENIRE lo sviluppo di problematiche gravi.  Se come genitori percepite che c’è qualcosa che non va nella relazione con i vostri figli, o avete delle difficoltà particolari a gestirli, non aspettate che la cosa si risolva da sola aprendo l’ombrello in attesa che passi la pioggia, ma richiedete una consulenza specialistica.

Una consulenza può andare dal consulto del pediatra al richiedere uno aspecifico parere specialistico.

In questo senso propongo la mia consulenza psicoterapeutica.

Vi prego di focalizzare l’attenzione soprattutto sulla primissima parte della vita, alla nascita e subito dopo, e sul passaggio  all’adolescenza. È importante anche la valutazione di disturbi dell’apprendimento, e saranno gli insegnanti ad orientare l’attenzione su disturbi specifici o disturbi che potrebbero avere una base nelle relazioni familiari.

Chi desidera può contattarmi inviando una comunicazione su WA, su Telegram o telefonando al n 391 1512015

Rossana Centis