di R. Centis
E’ molto comune la tentazione di rievocare i tempi passato come migliori rispetto all’attuale, più vivibili e più umani. Non è una visione sia realistica: ogni tempo ha portato in sé grandi valori e grandi contraddizioni, la possibilità di grandi evoluzioni e gravi prevaricazioni. Chiudersi in una posizione nostalgica non costruisce nulla, ma ha delle conseguenze rilevanti: ci preclude una visione creativa e libera di fronte alle cose che accadono.
Il punto focale è la possibilità di poter scegliere chi vogliamo essere, perché abbiamo il libero arbitrio. Certamente le contingenze che determinano il nostro esistere sono degli eventi “dati”, fuori del nostro controllo. Ma la nostra libertà dipende da come ci poniamo nelle condizioni in cui ci troviamo, a come scegliamo di “stare”, nella nostra condizione. Se siamo convinti della intrinseca positività del reale, se non siamo spaventati, timorosi, bloccati, arrabbiati, perché le condizioni non sono quelle che desidereremmo, possiamo cogliere degli aspetti non immediatamente evidenti che aprono a nuove prospettive, o muoverci per realizzare dei cambiamenti nella direzione che desideriamo, scoprendo magari delle ricadute impreviste della nostra condizione.
Abbiamo grandi esempi di personalità che pur trovandosi in avverse condizioni di partenza, hanno saputo essere creatori di se stessi vivendo con pienezza e gioia, diventando testimoni di realizzazione personale, non condizionati dalla quantità di ricchezza accumulata, ma vivendo il presente, amandolo come occasione per costruire rapporti e relazioni che rilanciano la vita.


Nick Vujicic, l’uomo nato senza arti
Il circo della farfalla: https://www.youtube.com/watch?v=zWHUKd-GORM