La bellezza salverà il mondo

I GIOVANI E L’EDUCAZIONE

Di R. Centis

Nell’arduo compito di aiutare i nostri figlia crescere, molte sono le sfide che dobbiamo affrontare. I canoni educativi che hanno caratterizzato noi, ora sono obsoleti, i riferimenti culturali sono cambiati ad una velocità mai sperimenta in precedenza e più che in un’epoca di cambiamento, stiamo vivendo un cambiamento d’epoca.

In poco tempo abbiamo dovuto vivere sovvertimenti dei punti di riferimento della società, favoriti dalla “rivoluzione digitale” che è un elemento sostanziale nella dinamica del cambiamento sociale. 

Gli adulti hanno dovuto adattarsi in un breve arco di tempo a nuove modalità di comunicazione, fino alla mutazione del concetto stesso di rapporto tra le persone: ciò ha voluto dire passare a modalità del tutto diverse dell’esperienza di relazione, sviluppate attraverso i social, imparare regole, codici e lessico nuovi, non necessariamente legati ad incontri fisici.

I giovani, soprattutto delle ultime generazioni, i cosiddetti “nativi digitali”, sono cresciuti nel mondo virtuale considerato come normalità, come se la conoscenza avvenisse attraverso le immagini e non per esperienza diretta. Sono mondi mentali diversi, che ampliano a dismisura il “gap” generazionale che da sempre separa una generazione da quella successiva.

Il compito che ci spetta quindi è vincere la sfida con il virtuale proprio attraverso il reale: se esiste una realtà interessante, affascinante e coinvolgente, il virtuale si metterà al suo servizio, tornerà ad essere uno strumento, potente, nel facilitare i contatti, favorite le occasioni di scambio e di condivisione, per un progressivo arricchimento reciproco, invece che diventare il mezzo di un progressivo isolamento sociale con impoverimento di interessi, attività, creatività.

C’è bisogno di creare luoghi e occasioni che favoriscano rapporti ed esperienze dirette belle e costruttive, in modo che possa svilupparsi la capacità di giudizio personale e capacità di affrontare il reale e modificarlo.

CRESCERE CON I PROPRI FIGLI

 R. Centis

 Non è facile fare il genitore.  Il genitore ha bisogno di essere dotato di una grande  consapevolezza personale, di sé e della  realtà  in cui si trova immerso, che spesso è complessa e   ha molte articolazioni   e implicazioni a volte imprevedibili.  Ha bisogno di  essere fornito di una grande flessibilità, per potersi adattare   alla variabilità della realtà, ha bisogno  di realismo, di capacità di osservazione,  ha bisogno lui stesso di sostegno, e, perché no? Di avere anche degli strumenti adeguati per affrontare le difficoltà che eventualmente incontra  nelle relazioni: delle competenze in campo psicologico gli tornano sicuramente utili.

Ad ogni genitore è richiesto di  passare da una fase iniziale di  accudimento delle creature che   ha messo al mondo e che gli sono affidate,  ad una capacità  di  relazione con i figli che rimangono figli ma sono  anche diventate persone adulte quando  sono cresciuti: questo processo   è uno sviluppo in  varie fasi con caratteristiche  diverse e specifiche. In qualche modo, man mano che i figli  attraversano le varie fasi  di crescita,  il genitore entra inconsciamente in risonanza  con  il proprio vissuto alla stessa età del figlio, e se sono rimasti dei “sospesi”,  delle esperienze non risolte, queste possono costituire delle difficoltà.

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Grazie per la risposta. ✨

IL GENERE FATTORE BIOLOGICO O CULTURALE?

Dott.ssa Lucia Laudi

Quando si parla di sesso si fa riferimento ad un fattore biologico e naturale, ossia un individuo che nasce con organi genitali maschili o femminili, diverso è se si parla di identità di genere, che si costruisce attraverso la cultura.

Le società hanno determinato il genere con dei simboli come il colore, i giochi, i ruoli sociali.

Nella storia dell’uomo la distinzione dei compiti è stata una questione di forza come la caccia, la guerra e i lavori pesanti, li faceva il maschio perché più forte, mentre la donna svolgeva compiti di cura dei figli, del focolore, degli animali domestici e la raccolta.

Inizialmente l’identità di genere è stata determinata dalla forza, con il tempo da un fattore culturale, infatti molti lavori pesanti vengono svolti dalle macchine per cui la forza non viene più richiesta, ma restano molti lavori tipicamente femminili e altri maschili, pensiamo alle educatrici del nido o alle maestre della materna  sono unicamente donne, pochi i maestri alle elementari, poche le donne camioniste o saldatori (se si dice saldatrici ci si riferisce alla strumentazione).

Quindi il genere avviene attraverso l’educazione e i riti di passaggio, che nella cultura occidentale ormai sono sempre più rari. Tra i Taneka, popolazione del Benin, i bambini piccoli vengono considerati come animaletti selvatici, cioè non sono ancora definiti nel genere. Anche in altre lingue come l’inglese e il tedesco il termine bambino è neutro.

ATTENZIONE AI NOSTRI FIGLI!!!

Questo messaggio ha l’intenzione di sollecitare l’attenzione dei genitori nei confronti dei figli: é IMPORTANTISSIMO cogliere segnali precoci di disagio relazionale  in tutte le fasce di etá evolutiva e adolescenza per poter prendere provvedimenti opportuni a PREVENIRE lo sviluppo di problematiche gravi.  Se come genitori percepite che c’è qualcosa che non va nella relazione con i vostri figli, o avete delle difficoltà particolari a gestirli, non aspettate che la cosa si risolva da sola aprendo l’ombrello in attesa che passi la pioggia, ma richiedete una consulenza specialistica.

Una consulenza può andare dal consulto del pediatra al richiedere uno aspecifico parere specialistico.

In questo senso propongo la mia consulenza psicoterapeutica.

Vi prego di focalizzare l’attenzione soprattutto sulla primissima parte della vita, alla nascita e subito dopo, e sul passaggio  all’adolescenza. È importante anche la valutazione di disturbi dell’apprendimento, e saranno gli insegnanti ad orientare l’attenzione su disturbi specifici o disturbi che potrebbero avere una base nelle relazioni familiari.

Chi desidera può contattarmi inviando una comunicazione su WA, su Telegram o telefonando al n 391 1512015

Rossana Centis