COMPORTAMENTI DEI BAMBINI

L’esperienza di essere genitore o educatore o insegnante pone necessariamente a contatto con comportamenti infantili di difficile gestione, che una volta venivano trattati con metodi punitivi, che recavano in sé violenza e svalutazione, ma oggi sono inaccettabili data la mole di conoscenze che abbiamo acquisito sullo sviluppo umano.

La modulazione del comportamento infantile può essere efficacemente migliorata attraverso informazioni corrette, sviluppo di un adeguato aspetto relazionale, consapevolezza dei propri limiti e delle proprie difficoltà personali. Metodologie adeguate permettono di interpretare situazioni problematiche e di offrire opzioni alle famiglie ed gli insegnanti facendo sperimentare alle persone coinvolte vissuti positivi.

Offro la mia consulenza per aiutare le famiglie a migliorare il proprio stile relazionale tra genitori e figli, sia attraverso un supporto individule alle famiglie, sia attraverso una condivisione di gruppo, in cui l’incontro con l’esperienza di altri diventa supporto e ricchezza

Rossana

ESSERE GENITORI

a cura di Rossana Centis

Essere genitore è un compito affascinante.

A volte possono sorgere dubbi e difficoltà quando la propria storia personale interferisce con l’autostima di sé e quando veniamo in contatto con i nostri stessi bisogni che chiedono risposta.

I genitori devono prestare attenzione ai propri bisogni per poter avere le energie e la disponibilità necessarie per prendersi cura dei propri figli.

Educare i bambini implica insegnare loro ad usare il proprio pensiero, le proprie emozioni e il proprio comportamento in modo che siano responsabili di se stessi, e sappiano risolvere i problemi che di volta in volta si troveranno ad affrontare.

Questa è la proposta di un “gruppo di lavoro”  che acquisisca delle conoscenze teoriche, ma  anche che sviluppi  la capacità di confrontarsi, sostenersi  e crescere insieme  sulle difficoltà incontrate nella propria esperienza personale.

Chi desidera partecipare a questa opportunità e condividere la propria esperienza, può contattarci lasciando il suo recapito o telefonando al n 3914512015 o inviando una e-mail a: psicoterapia.to.nord@gmail.com

A causa delle restrizioni sociali a causa della pandemia da COVID 19 gli incontri avverranno in videocollegamento, con con le modalità che verranno comunicate personalmente.

GRUPPI DI CRESCITA PERSONALE

a cura di Rossana Centis

E. Berne ha affermato: “ le persone si ammalano attraverso le relazioni interpersonali ed attraverso di esse possono guarire” . La psicoterapia ha il fine di aiutare la persona a diventare consapevole di aspetti del proprio modo di percepire se stessa e la realtà circostante e del modo di instaurare relazioni con gli altri; attraverso tale consapevolezza si possono quindi attivare delle opzioni diverse di comportamento e prendere decisioni di cambiamento.

La relazione di gruppo di gruppo è una modalità particolare, privilegiata, per effettuare questo lavoro: utilizza infatti un ambiente interpersonale che per sua natura è ricco di stimoli e di sostegno. L’attività del gruppo ha la finalità di aiutare ciascuno a lavorare su di sé scoprendo nella relazione con gli altri degli aspetti che gli appartengono.

Per permettere l’esperienza della relazione guaritiva del gruppo proponiamo dei percorsi di sviluppo personale focalizzati su tematiche specifiche, che utilizzano anche strumenti psicoterapeutici

LA SCOPERTA DI ME

Il focus di questo percorso è approfondire la conoscenza di sé  e migliorare le proprie relazioni con gli altri. Mediante la condivisione di esperienze personali, integrata dalla presentazione di concetti teorici che permettano una rilettura delle situazioni, si possono elaborare aspetti particolari della propria esperienza di vita, per poter comprendere le dinamiche sottostanti, e l’individuazione di possibili  soluzioni o alternative.

ALLA RICERCA DELL’ANIMA – DONNA –

Sorella, amica, compagna, moglie, figlia, madre … donna è complessità, è tenerezza, è emozioni, è desiderio, è strada, è nido, è custodia … compagnia, intuizione, anima.

E il suo posto nel mondo?

Questo è un viaggio alla scoperta della metà dell’universo, in una danza appassionata ed avvincente

ESSERE GENITORI

Essere genitore è un compito affascinante.

A volte possono sorgere dubbi e difficoltà quando la propria storia personale interferisce con l’autostima di sé e quando veniamo in contatto con i nostri stessi bisogni che chiedono risposta.

I genitori devono prestare attenzione ai propri bisogni per poter avere le energie e la disponibilità necessarie per prendersi cura dei propri figli.

Educare i bambini implica insegnare loro ad usare il proprio pensiero, le proprie emozioni e il proprio comportamento in modo che siano responsabili di se stessi, e sappiano risolvere i problemi che di volta in volta si troveranno ad affrontare.

LA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO E DI CURA

Questo gruppo di lavoro si propone di acquisire e condividere strumenti e competenze utili per chi si trova in relazioni di aiuto di vario genere (come medico, infermiere, educatore, insegnante, trainer, counselor… amico) ampliando conoscenze teoriche e modelli teorici di riferimento, migliorando la gestione delle emozioni e l’affronto di situazioni problematiche e sviluppando consapevolezze relazionali personali

BISOGNO DI RICONOSCIMENTO -2

a cura di Rossana Centis

Secondo C. Steiner quando un bambino vive in un ambiente dove non c’è libero scambio di riconoscimenti positivi, pur di essere riconosciuto e stimolato, assume atteggiamenti provocatori o pericolosi, o lamentosi, o mantiene comportamenti non adeguati alla sua età. In Analisi Transazionale è noto il concetto: meglio carezze negative che nessuna carezza. Nulla è peggio dell’essere ignorati o non visti. Meglio attirare l’attenzione e ottenere carezze negative, che in certi casi possono arrivare fine alle botte, a lesioni fisiche, che non avere nessun riconoscimento della propria esistenza. Che l’altro, soprattutto se è una figura di riferimento, o “la” figura di riferimento, dia dei segnali di relazione è di fondamentale importanza per la sopravvivenza personale.

Quindi quando un bambino realizza comportamenti inadeguati, piange, si lamenta, si arrabbia in modo incongruo alla situazione, “fa i capricci”, probabilmente sta esprimendo il suo disagio, una richiesta di aiuto, un bisogno importante …

Se come risposta al comportamento inadeguato arriva una sgridata, un giudizio, un divieto, il bambino riceverà delle carezze, ma carezze negative e ciò non farà che alimentare i comportamenti per riceverle. Inoltre le attribuzioni negative (sei un pasticcione, non fare il cattivo, ti arrabbi per niente, ecc) rinforzano in negativo il concetto che il bambino sta formandosi di sé, e contribuiranno a creare una bassa autostima e incapacità di attivare le proprie risorse personali. Il modo corretto per rispondere alla esplicitazione, magari in modo inadeguato, di un bisogno, è di riconoscere e valorizzare la richiesta, offrendo in alcuni casi un aspetto consolatorio, comprensivo, dando la possibilità di esprimere i propri sentimenti e i propri desideri, e sottolineare le possibilità di cambiamento, dando sostegno anche nel caso che non si possa rispondere positivamente alla richiesta.

BISOGNO DI RICONOSCIMENTO -1

a cura di Rossana Centis

Erick Berne ha posto alla base della teoria da lui sviluppata il concetto che un bisogno fondamentale dell’essere umano è il bisogno di riconoscimento, che si esprime come “fame di carezze”. Il termine “carezza” è la traduzione dell’inglese “stroke” che ha il significato di “qualsiasi atto che implichi il riconoscimento della presenza dell’altro”. Non si identifica pertanto, o non solo, con il contatto fisico, ma comprende in sé una vasta gamma di modalità con cui io mi faccio presente all’altro e l’altro si fa presente a me.

Il bisogno di riconoscimento, di essere “visti” dall’ altro con cui entro in contatto è un elemento ampiamente valorizzato da tutti i modelli descrittivi della psiche umana: è ormai un riferimento teorico condiviso il concetto che l’essere umano ha una struttura relazionale. Se la relazione interpersonale non è adeguata fin dai primi tempi dopo la nascita, si creano dei danni tanto più gravi quanto più è inadeguata la relazione parentale.

Quando il bambino è molto piccolo la relazione si esprime prevalentemente attraverso l’accudimento fisico, ma successivamente assume ovviamente sempre più importanza una relazione articolata in vari aspetti. Un bambino che non viene toccato non si sviluppa normalmente, la deprivazione del contatto fisico può impedire lo sviluppo come una carenza alimentare. Famosi sono gli studi di Renè Spitz, psicoanalista austriaco del secolo scorso, che individuò il ruolo formativo della madre tramite l’osservazione diretta dell’interazione madre-bambino, realizzando una serie di filmati negli orfanatrofi; descrisse i comportamenti di bambini che vengono separati dalla persona che si prendeva cura di loro. Tali comportamenti erano:

  • Primo mese: lamentele e richiami;
  • Secondo mese: pianto e perdita di peso;
  • Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica, perdita continua di peso;
  • Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico.

Queste manifestazioni possono regredire solo quando il bambino ritrova la madre o trova qualcuno che voglia prendersi cura di lui. Spesso però traumi di questo tipo non si risolvono del tutto, anzi qualora non dovesse essere superato possono permanere un aumento del tasso di mortalità e ritardi di sviluppo.

Questi studi sono correlabili agli studi di Bowlby e coll. Che svilupparono le teorie dell’attaccamento.

Un video da lui realizzato e visualizzabile su Internet, è: “Why mothers should stay home” (https://youtu.be/VP9TEME2-sE ):

La pandemia continua

Questo anno gravato dai pesanti segni che la pandemia da coronavirus ci ha lasciato, ha costretto ognuno ad affrontare i provocanti dati di realtà ed elaborare un vissuto personale caratterizzato da disagio e sofferenza. Non è facile integrare in modo armonico i vari aspetti conflittuali emersi. Un messaggio di speranza: ogni occasione che la vita ci offre, anche quella che sembra incidere in modo pesantemente negativo, contiene delle possibilità positive, contiene i germi di una nuova visione della realtà, contiene in sé la sfida ad un percorso evolutivo che ci renderà diversi, più maturi e più gioiosi.

Leggi anche: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2020/08/07/riflessioni-sulla-fase-2-la-ripresa-6-2/

Rossana