PSICOTERAPIA DELL’ADULTO E PSICOTERAPIA INFANTILE

a cura di Rossana Centis

Quando inizia una relazione terapeutica con un adulto, si crea un situazione che ha delle particolarità. I due soggetti instaurano un rapporto di collaborazione professionale, caratterizzato dall’ aiuto che il terapeuta da al cliente per risolvere alcune problematiche personali utilizzando le sue competenze; non si crea un rapporto di amicizia, non si crea un rapporto di dipendenza, non si creano legami affettivi (anche se un lavoro indispensabile viene fatto sulle emozioni) anche se tutta la attenzione e le energie sono in rtealtà rivolte, dedicate, allo sviluppo di adulti “integrati” in grado di affrontare efficacemente le sfide della vita con autonomia e serenità.

A volte si rende necessario ri-considerate delle tappe evolutive antiche: le continue interruzioni di contatto iniziate nell’infanzia e protratte nel tempo, per anni, sono all’origine del “trauma cumulativo” ben descritto dal modello della Psicoterapia Integrativa,che nell’età adulta esita poi in copioni limitanti, depressione, incapacità di gioia e di creatività.

Quando il cliente è un piccolo cliente, realmente giovane, bambino, si possono cogliere in atto le situazioni traumatizzanti e le distorsioni della crescita che sono all’origine del malessere dell’adulto ed operare gli opportuni interventi per prevenire, possibilmente, la strutturazione di un futuro disagio. La funzione del terapeuta diventa così, anche “genitoriale”: offre al bambino la possibilità di sperimentarsi accolto, valorizzato, amato, rispettato, significativo per sé e per gli altri.

Elaboro questa tematica nell’articolo:

CURARE GLI ADULTIE CURARE I BAMBINI: DUE DIVERSI SCENARI

https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2020/12/21/curare-gli-adulti-e-curare-i-bambini-due-diversi-scenari/