a cura di Rossana Centis

Per molti anni ho collaborato con il centro salesiano di psicoterapia del Rebaudengo, condividendo ideali e valori. L’anima della pedagogia salesiana è la “carità pastorale”: gli educatori sono invitati ad agire con amore, cordialità e affetto nei confronto dei ragazzi a loro affidati. Bisogna far comprendere ai giovani di essere amati, poiché chi sa di essere amato ama a sua volta.
Lo “stile“ salesiano ricalca ciò che dovrebbe avvenire nella famiglia, ciò che avviene nella famiglia quando è sana. Ognuno di noi ha bisogno, per potenziare le proprie potenzialità e sviluppare le risorse personali per affrontare il mondo, di sperimentare di essere amato, visto, sostenuto nei momenti difficili, di crisi. Io devo “esserci” per l’altro, ed esserci in maniera gratuita, ho bisogno di essere amato in modo “incondizionato”, di essere riconosciuto degno di amore solo perché esisto, senza dover “guadagnare” il diritto di stare al mondo. Don Bosco aveva compreso quanto le relazioni vissute con amore fossero indispensabili soprattutto ai giovani che incontrava quotidianamente, e su questo imperniò il suo “sistema educativo”.

Lavorare come psicoterapeuta significa per me inserirmi nella “circolazione amorosa” nelle relazioni, aiutare le persone che portano la sofferenza di rapporti inadeguate a guarire ferite profonde e antiche, che molto spesso affondano nell’infanzia. Significa aiutare i figli a trovare il loro percorso di crescita che li porterà ad essere adulti sereni, quando le famiglie si trovano sotto il torchio di spinte deterioranti o distruttive. Vivo il mio impegno come un servizio allo sviluppo di personalità mature, che sappiano porre i mattoni per la costruzione di case solide ed accoglienti.