
Benedette le lacrime. Meno male che esiste la fonte del pianto. Le lacrime sono nostre amiche. Le lacrime scorrono quando qualche avvenimento ci fa sta stare profondamente male e qualcosa dento di noi dice: NO.
Le lacrime ci indicano che siamo fatti per altro e sono benedette quando ci spingono a cercare quello di cui abbiamo veramente bisogno. Ascoltiamo le lacrime e seguiamo la loro traccia: ci porteranno alla scoperta di luoghi sconosciuti dentro di noi, o conosciuti ma dimenticati, o noti ma calpestati dalla spinta ad un piatto conformismo che apparentemente ci lega alla realtà ma ci fa perdere noi stessi e il nostro cuore.
Avvertire la spinta del desiderio ci espone fatalmente al rischio dello smarrimento.
Meglio allora mantenersi separati dalla sua forza, escluderla, meglio diventare una macchina efficiente priva di emozioni: il mito del nostro tempo sembra essere quello dell’adattamento collettivo al principio di prestazione che, come tale, esclude di per sé la vita emotiva, il sogno.
Benedette le lacrime che ci riportano sulla soglia della nostra creatività, se raccogliamo la sfida.









