L’INCONSCIO È IL NOSTRO FONDALE MARINO

Dott.ssa Lucia Laudi

Il nostro inconscio è come il fondale marino, nasconde tante insidie, bisogna stare molto accorti , ma riserva meraviglie inaspettate e sa rigenerarsi nonostante i colpi mancini che fende il mondo esterno. Noi pensiamo di essere solo quello che vediamo , i nostri comportamenti, le parole che diciamo, ma siamo molto di più. In natura ogni più piccolo elemento ed essere vivente è funzionale all’ecosistema, anche le rocce hanno la loro importanza e funzione, così anche ogni più piccola parte della nostra psiche e del nostro corpo hanno la loro funzione. Quando osservo foto con fondali marini resto meravigliata da come ogni cosa che è stata, resta impressa in un qualche modo e tutto ciò che era diventa utile alla vita di oggi. Anche i relitti di navi, aerei e sottomarini diventano utili per la vita marina.

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Quando un aero precipita e impatta col mare o una nave affonda succede la catastrofe, ci sono molte vittime e ciò che rimane è il dolore straziante di chi resta e in fondo al mare restano dei relitti che al momento del disastro hanno causato morte anche tra la natura marina; in quel preciso istante è distruzione, ma piano piano la natura si appropria di quegli enormi corpi estranei e li fa diventare tane per le creature marine e luoghi di vita ricoperti da alghe, coralli e anemoni. La vita ritorna, diversa ma ritorna.

Ecco, il nostro inconscio è uguale, nasconde tanti dolori e tristezze, ma anche gioia, felicità e voglia di vivere, si sa difendere e trova strategie a volte disfunzionali, altre volte individua delle ottime vie d’uscita.

Quando stiamo percorrendo momenti molto difficili e siamo convinti che non ce la faremo mai e il mondo ci crolla addosso, perché i pilastri, che pensavamo essere di cemento armato e indistruttibili, improvvisamente,  a causa di qualcuno o di qualche evento che rompe l’equilibrio che durava da anni, crollano come un castello di sabbia raggiunto dall’onda del mare; ecco che quello che oggi ci sembra terribile e angoscioso, può diventare plancton per il nostro domani.

Il nostro inconscio è come la natura, quando riceve dei traumi dopo un tempo più o meno lungo incomincia  a mettersi in moto, elabora le emozioni spiacevoli come la tristezza, i dolore e l’angoscia che diventano pensieri e poi azioni e comportamenti nuovi e positivi generando una persona diversa.

Foto di Stefano Gobbo Istruttore sub

L’inconscio lavora in sordina, per tanto tempo, sembra, essere distrutto dal relitto che gli è piombato addosso, togliendogli ogni energia ed eliminando ogni parvenza di vita, ma poco a poco avviene come nei relitti marini. Qualche pesce si avvicina, lo esplora e poi decide di fare la propria tana, procrea e lo popola e poi arrivano altre specie marine che lo seguono. Certo il relitto rimane, non può sparire, ma non è più morte e distruzione è vita nuova e alle volte anche più bella e più florida di prima.

Impariamo ad ascoltarlo, ha molto da dirci e sa suggerirci le soluzioni alle nostre angosce e sa farci trovare la strada per gioire nuovamente della vita.

L’inconscio usa un linguaggio che non ci è chiaro, di immagini e simboli per sviare la coscienza e la società che ci circonda, ascolta i bisogni e le emozioni senza darci un ordine e un senso e spesso resta legato al passato credendo che ciò che valeva ieri vale anche oggi, ma la coscienza ha il potere di dagli un ordine attraverso la ragione e la sua capacità elaborativa.

IMPARIAMO AD ASCOLTARLO, A CAPIRLO E A DARCI UN SENSO

A volte questo percorso non è facile da percorrere, per cui bisogna rivolgersi a qualcuno che ci indichi la strada.

Mi piace rifarmi alla filosofia di Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale, che si basa su questi concetti: ognuno è OK (degno di essere amato per quello che è), ognuno è in grado di pensare, di decidere e costruire il proprio destino e di cambiare le proprie decisioni nel corso della vita.

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IL POTERE DELLA TRIADE

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IL POTERE DELLA TRIADE

dot.ssa Lucia Laudi

Spesso, troppo spesso, facciamo l’errore di pensare che siamo solo corpo, o meglio di pensare che la triade corpo, mente e psiche sono degli elementi separati tra loro anche se appartenenti all’uomo; questo errore , purtroppo lo fanno anche molti medici.

In realtà l’uomo è composto da quattro elementi: corpo, emozioni, intelletto e spirito; si perché la spiritualità fa parte dell’essere umano, al di là della religione.

Quando si vive un piccolo grande trauma psicologico è fondamentale prendersi cura della propria psiche, elaborare il trauma stesso , guardandolo “in faccia” e affrontando la paura che lo accompagna; invece sovente si mette in atto la difesa naturale “SCAPPARE”.

Questa è una difesa efficace quando il pericolo è reale e non c’è alternativa per la salvaguardia della propria e altrui incolumità ed è utile sul momento, ma successivamente è importante affrontare il trauma con la sua paura, perché se non lo facciamo la psiche resta bloccata al momento del trauma stesso e il nostro corpo ne risente fino ad ammalarsi anche gravemente.

Molto importante è fare contatto con la triade corpo, mente e psiche, e per fare questo è necessario contattare l’inconscio in modo da far emergere le paure, le rabbie e tutto ciò che disturba e che con il trauma viene consolidato. Il nostro inconscio è come il lago sopra riportato, che si chiama Lago Nero, perché pur essendo poco profondo, è talmente scuro che non si vede la fine.

Detto questo, è fondamentale contattare tutte le parti che ci compongono, per cui il parlato e il non detto devono interagire tra loro.

Non si può negare la connessione psiche-cervello-organo per cui è importante ascoltare i sintomi come: nausea, febbre, allergie, infarti, ecc., perché è il nostro corpo che ci sta parlando e ci sta comunicando un disagio inascoltato che la psiche non riesce più a reggere. Purtroppo non sempre riusciamo a capire questi messaggi perché abbiamo smesso di ascoltarci, dobbiamo riappropriarci del linguaggio non verbale.

Quindi è fondamentale dialogare con la nostra psiche e il nostro corpo, entrambi si influenzano e agiscono l’una sull’altro.

Analizzando i detti, che per me sono molto importanti, in quanto hanno sempre un fondo di verità, si osserva come l’essere umano ha dato sempre molta importanza agli organi e ha riconosciuto che essi sono sede delle emozioni. “Me la sono fatta addosso dalla paura”, i reni e l’intestino sono sede della paura, “Mi si accappona la pelle”, paura e terrore,  “ a livello di pelle sento che…..”, questo organo riveste il nostro corpo e lo protegge dagli agenti esterni ed è un tramite tra interno ed esterno, molto significative sono le malattie della pelle come eczemi, psoriasi, ecc. “Muoio di crepa cuore” esprime un dolore insopportabile, “Mi porto un peso sul groppone”, sentire il peso di grandi responsabilità, si può soffrire di mal di schiena.

C’è  una vasta varietà di modi di dire, che mettono in risalto come gli organi sono la sede delle emozioni e se non impariamo a leggere questo linguaggio non verbale e a comprendere e a soddisfare i bisogni espressi, il nostro corpo si ammala e con esse anche la mente.

La psiche è come un problema, se lo affrontiamo lo comprendiamo e troviamo una soluzione ad esso, se lo fuggiamo prima o poi ritornerà indietro come un boomerang e ci farà molto male.