IL GENERE FATTORE BIOLOGICO O CULTURALE?

Dott.ssa Lucia Laudi

Quando si parla di sesso si fa riferimento ad un fattore biologico e naturale, ossia un individuo che nasce con organi genitali maschili o femminili, diverso è se si parla di identità di genere, che si costruisce attraverso la cultura.

Le società hanno determinato il genere con dei simboli come il colore, i giochi, i ruoli sociali.

Nella storia dell’uomo la distinzione dei compiti è stata una questione di forza come la caccia, la guerra e i lavori pesanti, li faceva il maschio perché più forte, mentre la donna svolgeva compiti di cura dei figli, del focolore, degli animali domestici e la raccolta.

Inizialmente l’identità di genere è stata determinata dalla forza, con il tempo da un fattore culturale, infatti molti lavori pesanti vengono svolti dalle macchine per cui la forza non viene più richiesta, ma restano molti lavori tipicamente femminili e altri maschili, pensiamo alle educatrici del nido o alle maestre della materna  sono unicamente donne, pochi i maestri alle elementari, poche le donne camioniste o saldatori (se si dice saldatrici ci si riferisce alla strumentazione).

Quindi il genere avviene attraverso l’educazione e i riti di passaggio, che nella cultura occidentale ormai sono sempre più rari. Tra i Taneka, popolazione del Benin, i bambini piccoli vengono considerati come animaletti selvatici, cioè non sono ancora definiti nel genere. Anche in altre lingue come l’inglese e il tedesco il termine bambino è neutro.

ATTENZIONE AI NOSTRI FIGLI!!!

Questo messaggio ha l’intenzione di sollecitare l’attenzione dei genitori nei confronti dei figli: é IMPORTANTISSIMO cogliere segnali precoci di disagio relazionale  in tutte le fasce di etá evolutiva e adolescenza per poter prendere provvedimenti opportuni a PREVENIRE lo sviluppo di problematiche gravi.  Se come genitori percepite che c’è qualcosa che non va nella relazione con i vostri figli, o avete delle difficoltà particolari a gestirli, non aspettate che la cosa si risolva da sola aprendo l’ombrello in attesa che passi la pioggia, ma richiedete una consulenza specialistica.

Una consulenza può andare dal consulto del pediatra al richiedere uno aspecifico parere specialistico.

In questo senso propongo la mia consulenza psicoterapeutica.

Vi prego di focalizzare l’attenzione soprattutto sulla primissima parte della vita, alla nascita e subito dopo, e sul passaggio  all’adolescenza. È importante anche la valutazione di disturbi dell’apprendimento, e saranno gli insegnanti ad orientare l’attenzione su disturbi specifici o disturbi che potrebbero avere una base nelle relazioni familiari.

Chi desidera può contattarmi inviando una comunicazione su WA, su Telegram o telefonando al n 391 1512015

Rossana Centis