SCELTE E FALLIMENTI

a cura di Rossana Centis

 Il tempo della vita scorre.  I progetti degli anni giovanili si articolano e si ramificano e inevitabilmente molti rami vengono sacrificati.

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Ogni scelta  è un sacrificio delle altre possibilità, è una definizione  che preclude le altre vie, riduce le occasioni, ma contemporaneamente contribuisce a delineare il nostro volto, chi siamo. Spesso il vissuto personale è quello di subire progressive restrizioni che limitano la nostra libertà. Poi si aggiungono anche inevitabili fallimenti, e la nostra autostima vacilla …

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Ma utilizzare il paradigma “riuscita/fallimento” non aiuta a trovare la propria identità. Possiamo cambiare prospettiva e considerare le esperienze della vita come occasioni formative, occasioni sia gioiose sia dolorose utili per scoprire delle parti di sé personali. Il fine di ogni esperienza è aumentare la consapevolezza di chi sono io, come sono, quale percorso sto facendo, dove voglio arrivare, cosa desidero e come  fino ad ora mi sono mosso per raggiungere le mie mete, cosa è mi è utile per seguire la mia direzione e cosa no.

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Ogni apparente limitazione può diventare una grande sfida per la nostra maturazione umana e i fallimenti possono transmutarsi in risorse.

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ADOLESCENTI E GIOVANI: L’ISOLAMENTO GENERA DEPRESSIONE E ATTACCHI DI PANICO

A cura di Lucia Laudi

I bambini, gli adolescenti e i giovani stanno attraversando un periodo di sconvolgimento non solo sociale, ma soprattutto psicologico.

I bambini in questo lungo periodo di isolamento o semi isolamento si vedono preclusa la possibilità di giocare, di socializzare, di godere della libertà di esprimere la loro spontaneità e soprattutto fanno fatica a capire il senso di tutto questo, di doversi difendere da un nemico invisibile. 

Gli adolescenti e i giovani dai 20 anni ai 30, oltre a vedersi precluso il gioco, la spontaneità e le relazioni, devono fare i conti anche con il loro sviluppo sessuale e quindi con la necessità di instaurare delle relazioni amorose, di sperimentarsi per comprendere la propria identità, che non è solo sessuale, ma anche psicologica e sociale.

In questa fase di crescita delicata e importante, essi imparano a conoscere il proprio e altrui corpo, a gestire le pulsioni e le emozioni, a individuare il loro orientamento di genere, a conoscere e a rispettare le diversità fisiche e psichiche.

Gli adolescenti e i giovani hanno un grande entusiasmo di diventare grandi, di sperimentarsi nel mondo adulto e sono in quella fase di vita in cui si è pieni di progetti e di voglia di fare esperienze, che il mondo adulto con la sua negligenza e incuria gli sta precludendo.

Questo periodo di pandemia, che reprime la loro fisicità, annulla i loro progetti, le prospettive lavorative e le relazioni sociali, sta soffocando il loro entusiasmo e la grande energia che li pervade, con il grande rischio che questa esploda diventando aggressività, o imploda manifestandosi con la depressione o gli attacchi di panico. 

I nostri ragazzi hanno un bisogno terribile di essere sostenuti in questo periodo in cui la loro vitalità non può esprimersi in modo adeguato per costruire la propria personalità, quindi noi adulti abbiamo il dovere di porre grande attenzione ai loro segnali di disagio, facendoci sentire vicini comprendendoli e condividendo con loro. 

Se troviamo delle difficoltà a gestire tutto questo è importante farci sostenere da uno psicoterapeuta, magari invitando anche il proprio figlio/a a consultarlo

 al fine di capire come gestire la propria tempesta di pulsioni, emozioni, di progetti di vita e la frustrazione di non poterle esprimere e realizzare.

L’effetto divorante

l’immagine è tratta dal libro di Mark Widdowson “L’Analisi Transazionale per i disturbi depressivi” Franco Angeli pag.289.

L’EFFETTO DIVORANTE

Ognuno di noi, fin dalla primissima infanzia, riceve un’infinità di messaggi dal mondo esterno non solo positivi, ma anche contraddittori e svalutanti, che l’Analisi Transazionale definisce ingiunzioni e controingiunzioni, i quali non rispecchiano la nostra personalità e a cui rispondiamo in modo consapevole e inconscio con dei comportamenti, pensieri ed emozioni distorti che poco per volta e giorno dopo giorno,formeranno convinzioni negative su noi stessi, gli altri e il mondo.

Tali convinzioni ci avvolgono e ci stritolano come i tentacoli di un polpo e ci divorano , digerendoci lentamente come fanno le piante carnivore.

La sensazione di essere stritolati e divorati suscita paura e ansia che crescono sempre più fin a diventare attacchi di panico; i quali ci immobilizzano impedendoci di trovare nuove opzioni per liberarci dalle spire soffocanti.

La psicoterapia permette all’individuo di acquisire degli strumenti necessari per districarsi dai tentacoli del “polpo”  e dalle “piante carnivore”, evitando così le spire della depressione.

Lucia Laudi