Oltre la noia

A cura di Rossana Centis

A ognuno di noi può capitare di sentirsi scontento, insoddisfatto, annoiato, deluso…

Quando ci accorgiamo che dentro di noi c’è scompiglio, un via vai di pensieri inconcludenti, quando intravediamo il poco senso o nessun senso delle nostre azioni o del modo attuale di vivere, non è necessariamente una malattia psichica. Potrebbe trattarsi semplicemente di una crisi che ci sta portando al chiarimento delle difficoltà e delle insoddisfazioni nelle quali ci siamo impantanati. In questi momenti la cosa migliore è quella di entrare nelle profondità del nostro essere e di ascoltare la voce della nostra coscienza. Si tratta del tentativo di scoprire ciò che ci procura la insoddisfazione come pure il suo contrario: ciò che ci procura la gioia di vivere…

            Per gli uomini che “soffrono” di crisi di purificazione di questo tipo si tratterà in maggioranza dei casi di entrare in contatto con se stessi e di chiedersi che cosa è quella cosa che procura loro una gioia più lunga, una gioia tale da dare un profondo senso alla vita.

Per gli scrittori, poeti, filosofi potrebbe trattarsi della creatività in atto; per gli scienziati, di nuove scoperte e di contatto con la creatività del nostro creatore; per i pittori, scultori, architetti, della rappresentazione della realtà in una nuova e più profonda luce che ci rende la vita più vivibile; per i cuochi della creazione dei gusti nuovi; per tutti noi, dell’ordine, del gusto di vivere in consonanza con ciò che sentiamo come più autentico più bello e più buono…

           

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Per gli scrittori, poeti, filosofi potrebbe trattarsi della creatività in atto; per gli scienziati delle nuove scoperte e di contatto con la creatività del nostro creatore; per i pittori, scultori, architetti della rappresentazione della realtà in una nuova e più profonda luce che ci rende la vita più vivibile; per i cuochi della creazione dei gusti nuovi; per tutti noi dell’ ordine, del gusto di vivere in consonanza con ciò che sentiamo come più autentico più bello e più buono…

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Lacrime

 

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Benedette le lacrime. Meno male che   esiste la fonte del  pianto.  Le lacrime sono nostre amiche.  Le lacrime scorrono quando qualche avvenimento  ci fa sta  stare profondamente male e qualcosa dento di noi dice:  NO.

 Le lacrime ci indicano che siamo fatti per altro e  sono benedette quando ci spingono a cercare quello di cui abbiamo veramente bisogno. Ascoltiamo le lacrime e seguiamo la loro traccia: ci porteranno alla scoperta di luoghi sconosciuti dentro di noi, o conosciuti ma dimenticati,    o noti ma calpestati  dalla spinta ad un piatto  conformismo  che apparentemente ci lega alla realtà ma ci fa perdere noi stessi e il nostro cuore.

Avvertire la spinta del desiderio ci espone fatalmente al rischio dello smarrimento.

Meglio allora mantenersi separati dalla sua forza, escluderla, meglio diventare una macchina efficiente priva di emozioni:  il mito del nostro tempo sembra essere  quello dell’adattamento collettivo al principio di prestazione che, come tale, esclude di per sé la vita emotiva, il sogno.

 Benedette le lacrime che ci riportano sulla soglia  della nostra creatività, se raccogliamo la sfida.