LA DIFFICOLTÀ DELL’ELBORAZIONE DEL LUTTO IN TEMPO DI COVID 19

A cura della Dott.ssa Lucia Laudi 

Quando muore un nostro caro, famigliare o amico, non solo si chiude un capitolo della nostra vita, ma viene a mancare un punto di riferimento molto importante. 

In questo periodo di COVID 19, periodo che sta diventando lungo, troppo lungo, il lutto diventa ancora più difficile da elaborare, perché molte persone non possono ho non hanno potuto assistere ed accompagnare il proprio caro lungo il suo ultimo cammino.

Colui che ha perso, o perde un proprio caro in questi mesi del 2020, oltre a dover elaborare il lutto deve anche elaborare il “non aver potuto accompagnare” la persona amata nel passaggio dalla vita alla morte, di conseguenza lui stesso non ha fatto “la chiusura” di un capitolo fondamentale della sua stessa vita.

La psicoterapia o un sostegno psicologico aiuta l’individuo a dire “addio” in modo da elaborare l’incredulità, la paura, la rabbia e la depressione, fino a giungere alla accettazione, sia che la persona non c’è più, sia di non aver potuto starle vicino.

Lo psicoterapeuta accoglie il dolore, la rabbia, la frustrazione e il senso di colpa del soggetto senza giudizio e paura e si apre ad una condivisione del dolore e della confusione, dell’incredulità e del diniego.

Lo psicoterapeuta accompagna la persona nell’elaborazione del suo lutto reso ancora più dilaniante dalla solitudine e dall’isolamento creato dal COVID 19.

È fondamentale intraprendere questo cammino che sarà doloroso, ma porterà ad una meritata serenità.

COMPORTAMENTI DEI BAMBINI

L’esperienza di essere genitore o educatore o insegnante pone necessariamente a contatto con comportamenti infantili di difficile gestione, che una volta venivano trattati con metodi punitivi, che recavano in sé violenza e svalutazione, ma oggi sono inaccettabili data la mole di conoscenze che abbiamo acquisito sullo sviluppo umano.

La modulazione del comportamento infantile può essere efficacemente migliorata attraverso informazioni corrette, sviluppo di un adeguato aspetto relazionale, consapevolezza dei propri limiti e delle proprie difficoltà personali. Metodologie adeguate permettono di interpretare situazioni problematiche e di offrire opzioni alle famiglie ed gli insegnanti facendo sperimentare alle persone coinvolte vissuti positivi.

Offro la mia consulenza per aiutare le famiglie a migliorare il proprio stile relazionale tra genitori e figli, sia attraverso un supporto individule alle famiglie, sia attraverso una condivisione di gruppo, in cui l’incontro con l’esperienza di altri diventa supporto e ricchezza

Rossana

ESSERE GENITORI

a cura di Rossana Centis

Essere genitore è un compito affascinante.

A volte possono sorgere dubbi e difficoltà quando la propria storia personale interferisce con l’autostima di sé e quando veniamo in contatto con i nostri stessi bisogni che chiedono risposta.

I genitori devono prestare attenzione ai propri bisogni per poter avere le energie e la disponibilità necessarie per prendersi cura dei propri figli.

Educare i bambini implica insegnare loro ad usare il proprio pensiero, le proprie emozioni e il proprio comportamento in modo che siano responsabili di se stessi, e sappiano risolvere i problemi che di volta in volta si troveranno ad affrontare.

Questa è la proposta di un “gruppo di lavoro”  che acquisisca delle conoscenze teoriche, ma  anche che sviluppi  la capacità di confrontarsi, sostenersi  e crescere insieme  sulle difficoltà incontrate nella propria esperienza personale.

Chi desidera partecipare a questa opportunità e condividere la propria esperienza, può contattarci lasciando il suo recapito o telefonando al n 3914512015 o inviando una e-mail a: psicoterapia.to.nord@gmail.com

A causa delle restrizioni sociali a causa della pandemia da COVID 19 gli incontri avverranno in videocollegamento, con con le modalità che verranno comunicate personalmente.

GRUPPI DI CRESCITA PERSONALE

a cura di Rossana Centis

E. Berne ha affermato: “ le persone si ammalano attraverso le relazioni interpersonali ed attraverso di esse possono guarire” . La psicoterapia ha il fine di aiutare la persona a diventare consapevole di aspetti del proprio modo di percepire se stessa e la realtà circostante e del modo di instaurare relazioni con gli altri; attraverso tale consapevolezza si possono quindi attivare delle opzioni diverse di comportamento e prendere decisioni di cambiamento.

La relazione di gruppo di gruppo è una modalità particolare, privilegiata, per effettuare questo lavoro: utilizza infatti un ambiente interpersonale che per sua natura è ricco di stimoli e di sostegno. L’attività del gruppo ha la finalità di aiutare ciascuno a lavorare su di sé scoprendo nella relazione con gli altri degli aspetti che gli appartengono.

Per permettere l’esperienza della relazione guaritiva del gruppo proponiamo dei percorsi di sviluppo personale focalizzati su tematiche specifiche, che utilizzano anche strumenti psicoterapeutici

LA SCOPERTA DI ME

Il focus di questo percorso è approfondire la conoscenza di sé  e migliorare le proprie relazioni con gli altri. Mediante la condivisione di esperienze personali, integrata dalla presentazione di concetti teorici che permettano una rilettura delle situazioni, si possono elaborare aspetti particolari della propria esperienza di vita, per poter comprendere le dinamiche sottostanti, e l’individuazione di possibili  soluzioni o alternative.

ALLA RICERCA DELL’ANIMA – DONNA –

Sorella, amica, compagna, moglie, figlia, madre … donna è complessità, è tenerezza, è emozioni, è desiderio, è strada, è nido, è custodia … compagnia, intuizione, anima.

E il suo posto nel mondo?

Questo è un viaggio alla scoperta della metà dell’universo, in una danza appassionata ed avvincente

ESSERE GENITORI

Essere genitore è un compito affascinante.

A volte possono sorgere dubbi e difficoltà quando la propria storia personale interferisce con l’autostima di sé e quando veniamo in contatto con i nostri stessi bisogni che chiedono risposta.

I genitori devono prestare attenzione ai propri bisogni per poter avere le energie e la disponibilità necessarie per prendersi cura dei propri figli.

Educare i bambini implica insegnare loro ad usare il proprio pensiero, le proprie emozioni e il proprio comportamento in modo che siano responsabili di se stessi, e sappiano risolvere i problemi che di volta in volta si troveranno ad affrontare.

LA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO E DI CURA

Questo gruppo di lavoro si propone di acquisire e condividere strumenti e competenze utili per chi si trova in relazioni di aiuto di vario genere (come medico, infermiere, educatore, insegnante, trainer, counselor… amico) ampliando conoscenze teoriche e modelli teorici di riferimento, migliorando la gestione delle emozioni e l’affronto di situazioni problematiche e sviluppando consapevolezze relazionali personali

UNA GUIDA UTILE PER UNA BUONA RELAZIONE

a cura di Lucia Laudi

E’ iniziato un nuovo anno scolastico e lavorativo che ha subito evidenziato una serie di criticità. 

Come sappiamo tutti quest’anno è stato pieno di imprevisti che hanno scosso le nostre vite su tutti i fronti: salute, lavoro, affetti e anche la nostra psiche ha avuto degli scossoni non indifferenti.

L’Analisi Transazionale e la Psicoterapia Integrativa sono delle psicoterapie rivolte ad aiutare a ricomporre la nostra psiche che in questo periodo può aver ceduto o anche solo essersi incrinata sotto il peso sia dello stress personale, sia dello stress lavorativo e aiutano a trovare nuove vie d’uscita alle difficoltà quotidiane.

L’Associazione Internazionale di Analisi Transazionale fornisce questa definizione: “L’Analisi Transazionale è una teoria della personalità è una psicoterapia sistematica ai fini della crescita e del cambiamento della persona”.

Sia l’Analisi Transazionale, sia la Psicoterapia Integrativa in realtà sono molto di più, sono: 

  1. Teorie della personalità, forniscono un quadro di come siamo strutturati e di come funzioniamo psicologicamente.
  2. Teorie della comunicazione: aiutano a trovare nuovi modi di relazionare in modo più efficace ed assertivo, che rendono la vita più gioiosa e serena.
  3. Teorie dello sviluppo infantile: spiegano come molte delle difficoltà e di malesseri di adulti abbiano un’origine nell’infanzia

Anche quest’anno Psicoterapeuti a Torino Nord, proseguendo  la fruttuosa esperienza degli anni scorsi, sta organizzando dei gruppi di consapevolezza. I progetti sono ancora in fase di definizione  soprattutto per quanto riguarda luogo e numero partecipanti,  per le varie disposizioni anti COVID 19 del decreto legge in vigore.

Le persone interessate possono inviare una comunicazione specificando   i propri dati anagrafici e il motivo  dell’interesse:  potranno essere così  ricevere tempestivamente le informazioni relative

BISOGNO DI RICONOSCIMENTO -2

a cura di Rossana Centis

Secondo C. Steiner quando un bambino vive in un ambiente dove non c’è libero scambio di riconoscimenti positivi, pur di essere riconosciuto e stimolato, assume atteggiamenti provocatori o pericolosi, o lamentosi, o mantiene comportamenti non adeguati alla sua età. In Analisi Transazionale è noto il concetto: meglio carezze negative che nessuna carezza. Nulla è peggio dell’essere ignorati o non visti. Meglio attirare l’attenzione e ottenere carezze negative, che in certi casi possono arrivare fine alle botte, a lesioni fisiche, che non avere nessun riconoscimento della propria esistenza. Che l’altro, soprattutto se è una figura di riferimento, o “la” figura di riferimento, dia dei segnali di relazione è di fondamentale importanza per la sopravvivenza personale.

Quindi quando un bambino realizza comportamenti inadeguati, piange, si lamenta, si arrabbia in modo incongruo alla situazione, “fa i capricci”, probabilmente sta esprimendo il suo disagio, una richiesta di aiuto, un bisogno importante …

Se come risposta al comportamento inadeguato arriva una sgridata, un giudizio, un divieto, il bambino riceverà delle carezze, ma carezze negative e ciò non farà che alimentare i comportamenti per riceverle. Inoltre le attribuzioni negative (sei un pasticcione, non fare il cattivo, ti arrabbi per niente, ecc) rinforzano in negativo il concetto che il bambino sta formandosi di sé, e contribuiranno a creare una bassa autostima e incapacità di attivare le proprie risorse personali. Il modo corretto per rispondere alla esplicitazione, magari in modo inadeguato, di un bisogno, è di riconoscere e valorizzare la richiesta, offrendo in alcuni casi un aspetto consolatorio, comprensivo, dando la possibilità di esprimere i propri sentimenti e i propri desideri, e sottolineare le possibilità di cambiamento, dando sostegno anche nel caso che non si possa rispondere positivamente alla richiesta.

BISOGNO DI RICONOSCIMENTO -1

a cura di Rossana Centis

Erick Berne ha posto alla base della teoria da lui sviluppata il concetto che un bisogno fondamentale dell’essere umano è il bisogno di riconoscimento, che si esprime come “fame di carezze”. Il termine “carezza” è la traduzione dell’inglese “stroke” che ha il significato di “qualsiasi atto che implichi il riconoscimento della presenza dell’altro”. Non si identifica pertanto, o non solo, con il contatto fisico, ma comprende in sé una vasta gamma di modalità con cui io mi faccio presente all’altro e l’altro si fa presente a me.

Il bisogno di riconoscimento, di essere “visti” dall’ altro con cui entro in contatto è un elemento ampiamente valorizzato da tutti i modelli descrittivi della psiche umana: è ormai un riferimento teorico condiviso il concetto che l’essere umano ha una struttura relazionale. Se la relazione interpersonale non è adeguata fin dai primi tempi dopo la nascita, si creano dei danni tanto più gravi quanto più è inadeguata la relazione parentale.

Quando il bambino è molto piccolo la relazione si esprime prevalentemente attraverso l’accudimento fisico, ma successivamente assume ovviamente sempre più importanza una relazione articolata in vari aspetti. Un bambino che non viene toccato non si sviluppa normalmente, la deprivazione del contatto fisico può impedire lo sviluppo come una carenza alimentare. Famosi sono gli studi di Renè Spitz, psicoanalista austriaco del secolo scorso, che individuò il ruolo formativo della madre tramite l’osservazione diretta dell’interazione madre-bambino, realizzando una serie di filmati negli orfanatrofi; descrisse i comportamenti di bambini che vengono separati dalla persona che si prendeva cura di loro. Tali comportamenti erano:

  • Primo mese: lamentele e richiami;
  • Secondo mese: pianto e perdita di peso;
  • Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica, perdita continua di peso;
  • Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico.

Queste manifestazioni possono regredire solo quando il bambino ritrova la madre o trova qualcuno che voglia prendersi cura di lui. Spesso però traumi di questo tipo non si risolvono del tutto, anzi qualora non dovesse essere superato possono permanere un aumento del tasso di mortalità e ritardi di sviluppo.

Questi studi sono correlabili agli studi di Bowlby e coll. Che svilupparono le teorie dell’attaccamento.

Un video da lui realizzato e visualizzabile su Internet, è: “Why mothers should stay home” (https://youtu.be/VP9TEME2-sE ):

La pandemia continua

Questo anno gravato dai pesanti segni che la pandemia da coronavirus ci ha lasciato, ha costretto ognuno ad affrontare i provocanti dati di realtà ed elaborare un vissuto personale caratterizzato da disagio e sofferenza. Non è facile integrare in modo armonico i vari aspetti conflittuali emersi. Un messaggio di speranza: ogni occasione che la vita ci offre, anche quella che sembra incidere in modo pesantemente negativo, contiene delle possibilità positive, contiene i germi di una nuova visione della realtà, contiene in sé la sfida ad un percorso evolutivo che ci renderà diversi, più maturi e più gioiosi.

Leggi anche: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2020/08/07/riflessioni-sulla-fase-2-la-ripresa-6-2/

Rossana

L’effetto divorante

l’immagine è tratta dal libro di Mark Widdowson “L’Analisi Transazionale per i disturbi depressivi” Franco Angeli pag.289.

L’EFFETTO DIVORANTE

Ognuno di noi, fin dalla primissima infanzia, riceve un’infinità di messaggi dal mondo esterno non solo positivi, ma anche contraddittori e svalutanti, che l’Analisi Transazionale definisce ingiunzioni e controingiunzioni, i quali non rispecchiano la nostra personalità e a cui rispondiamo in modo consapevole e inconscio con dei comportamenti, pensieri ed emozioni distorti che poco per volta e giorno dopo giorno,formeranno convinzioni negative su noi stessi, gli altri e il mondo.

Tali convinzioni ci avvolgono e ci stritolano come i tentacoli di un polpo e ci divorano , digerendoci lentamente come fanno le piante carnivore.

La sensazione di essere stritolati e divorati suscita paura e ansia che crescono sempre più fin a diventare attacchi di panico; i quali ci immobilizzano impedendoci di trovare nuove opzioni per liberarci dalle spire soffocanti.

La psicoterapia permette all’individuo di acquisire degli strumenti necessari per districarsi dai tentacoli del “polpo”  e dalle “piante carnivore”, evitando così le spire della depressione.

Lucia Laudi

GESTIRE LO STRESS

di Lucia Laudi

In questo periodo di pandemia da Coronavirus 19 l’uomo si trova in una situazione in cui è in ristrettezze sociali ed economiche forzate e per forza di cose è portato ad effettuare delle riflessioni su di sé e sull’ambiente e a ridare maggior importanza a quei valori che sono alla base della struttura sociale e della salvaguardia di ogni specie animale e che l’uomo ha tralasciato dando spazio all’individualità e al proprio interesse.

Ci sono alcuni comportamenti umani che un individuo ha verso un altro e che sono uguali a quelli animali, come la cooperazione, la territorialità, le cure parentali, l’aggressività, l’altruismo e il gioco. Questi comportamenti sono importanti e utili per superare lo stress e per sviluppare la resilienza.

Lo stress è paragonabile alla febbre, la quale non è la malattia ma è un sintomo, ossia è la reazione del nostro sistema immunitario (anticorpi) ad un agente esterno (virus e batteri). Allo stesso modo lo stress è una reazione di adattamento ad uno squilibro prolungato nel tempo che si è presentato all’interno dell’individuo o nel suo ambiente.

L’insorgere dello stress dipende molto dal modo in cui noi vediamo gli avvenimenti, quindi lo stress non è negativo perché indica che c’è uno squilibrio nella psiche del soggetto e che deve essere fatto qualcosa per ristabilirlo e qui interviene la resilienza , che è la capacità dell’uomo di adattarsi e di far fronte in modo positivo ai cambiamenti anche repentini dell’ambiente o dello stato fisico dell’individuo stesso.

Ognuno di noi può avere una maggiore o minore resilienza e quindi una capacità individuale di adattarsi. Il vantaggio della resilienza è che non è un fattore congenito, ma può essere potenziata soprattutto quando si è motivati a farlo da circostanze particolari come il COVID 19.

La resilienza può essere sviluppata assumendo un atteggiamento costruttivo, organizzandosi rimanendo sensibili e aperti alle opportunità che la vita può offrire in tute le situazioni anche quelle negative senza arrivare ad alienare la propria identità.

Grazie ad un atteggiamento resiliente si può gestire nel modo migliore il nostro stress, utilizzando le proprie risorse in modo utile per noi e per le persone che ci circondano.

Come riscoprire le nostre risorse per superare lo stress

L’essere umano ha molte risorse per difendersi da attacchi, sia da parte di agenti ambientali (virus, batteri), sia da quelli sociali e psicologici.

L’uomo è costituito da quattro elementi: corpo, emozioni, intelletto e spirito che sono delle grandi armi di difesa. Bene usiamole! Ma per far ciò dobbiamo conoscerle, quindi conoscerci nel profondo.

Questo è un buon momento per riflettere in modo capillare e far sì che delle esperienze negative e molto spiacevoli come una pandemia, che obbliga a delle ristrettezze drastiche, come essere chiusi in casa senza poter vedere le persone che si amano e con cui fino al giorno prima si avevano delle relazioni di intimità diventino delle esperienze positive per la crescita individuale e sociale.

La capacità del soggetto di trasformare esperienze e vissuti spiacevoli e anche traumatici in momenti che permettono di elaborare, riflettere e prendere delle decisioni di cambiamento sia comportamentale, sia psichico è determinante per superare lo stress.

Esaminiamo i quattro elementi sopra citati che fanno parte della nostra struttura di esseri umani.

Il corpo per restare sano e combattivo ha bisogno di riposo non solo fisico, ma anche mentale e di attività sportiva, per cui in periodo di pandemia dove si è costretti a stare per un periodo molto lungo in casa il rischio è che il corpo si “addormenti”, è fondamentale dedicarsi ogni giorno alla ginnastica.

Il corpo deve rilassarsi, ma non addormentarsi e assumere posizioni scorrette, assai facile quando si sta parecchie ore seduti al computer per il lavoro a distanza.

Le emozioni: è fondamentale sapere che la nostra percezione della realtà può cambiare tantissimo nel momento in cui avvertiamo emozioni negative, come quando siamo agitati e/o preoccupati.

In questo periodo di pandemia da COVD19 la paura di contrarre la malattia è tanta, anche perché il virus è un “nemico” invisibile e silente, la percezione del pericolo può modificarsi in modo abnorme, fino a farci perdere il controllo e a spingerci a compiere azioni esagerate, inutili e a volte dannose per noi e gli altri. Viceversa se il pericolo non viene percepito come tale (come nella fase 2 e 3 della pandemia) ma è esistente, un’emozione di eccessiva tranquillità ci può portare ad assumere comportamenti negligenti e pericolosi.

Ecco perché è importante conoscere le emozioni e l’unico modo per farlo è quello di dar loro voce, ascoltarle e non allontanarle facendo finta che non esistono perché non ci piacciono e possono essere molto spiacevoli. Dopo che le abbiamo ascoltate e identificate , belle o brutte che siano, condividiamole raccontandole, senza aspettarci che l’altro ci debba per forza consolarci o tanto meno darci delle soluzioni per stare meglio.

L’importante è condividerle , sentire che non siamo soli e che forse anche l’altro prova le stesse emozioni, quindi non siamo gli unici e non siamo poi così “sbagliati” a provare delle emozioni coma la paura, la tristezza, ma anche la felicità e la gioia, che non sempre ci è permesso di provarle.

L’intelletto: è un altro elemento che costituisce l’uomo. Secondo il dizionario Garzanti l’intelletto è la “facoltà di formare, comprendere e ordinare distintamente i concetti”. L’intelletto è la capacità di creare delle idee, discernere, scegliere, confrontare, comparare, dissociare, associare, analizzare, sintetizzare e costruire idee più complesse partendo da quelle pi semplici.

Questa facoltà è molto importante per riuscire a reagire e gestire lo stress e mai come in questo periodo di COVD 19 fare uso dell’intelletto, il quale è un’attività mentale che, oltre ad avere un carattere genetico, è anche un prodotto dell’interazione tra individuo e ambiente.

L’intelletto ci permette di far fronte alle emozioni e soprattutto alla paura che in questo periodo incombe su di noi; paura non solo di ammalarci e di guardare in faccia la morte nostra o di altre persone a noi care, ma anche la paura economica, di perdere il lavoro, di non riaprire più la propria attività.

Questa attività mentale permette all’essere umano di leggere e gestire l’emozioni e quindi di affrontare la avversità della vita con un’ottica nuova. Attivando questa capacità umana si può fare una cernita delle informazioni che ci arrivano dal mondo esterno comprendere, quali ascoltare e quali no, cercare la validità delle fonti, di come usare il digitale, che in periodo di lockdown si è rivelato assai utile per mantenere le relazioni e in molti casi il lavoro.

Secondo l’AT è lo Stato dell’Io Adulto, il quale valuta, osserva, elabora, dà e cerca informazioni e prova emozioni adeguate al “qui ed ora”, il presente , che permette all’individuo di dare le giuste dimensioni alle emozioni e di trovare nuove strategie; ad esempio organizzarsi la giornata, prendersi cura della propria persona , come fare attività fisica, la quale esercita un gran beneficio non solo, sul corpo, ma anche sul sonno, sul sistema immunitario e psicologico.

Quando un individuo attraversa un periodo di stress, l’intelletto gli permette di gestire la paura in modo proficuo: trovando dei nuovi modi di trascorrere la giornata, di relazionare e sapersi reinventare nel campo lavorativo.

Lo spirito è il quarto elemento, ma non meno importante, che costituisce l’essere umano e non deve essere inteso solo come aver fede in Dio (quale esso sia), ma come la capacità umana di cercare ciò che vale la pena di essere amato con tutta la mente, con tutto il cuore e con tutta la volontà. Quindi lo spirito ce l’hanno anche coloro che non credono in un Dio e che non seguono una religione.

Ogni uomo ha un proprio sacrario in cui racchiude l’essenziale umanità del suo Io in cui il presente e il futuro sono il risultato del passato, Lo spirito unifica gli altri tre elementi e permette di andare oltre al corpo, alle emozioni e all’intelletto.

Sicuramente non è una cosa facile, ma se si riesce a dare voce allo spirito, al sacrario che c’è in noi, ecco che questi quattro elementi che costituiscono l’essere umano formano una forza esplosiva.

L’anima, per la psicologia, è l’energia dell’Io e permette all’uomo di dirigersi verso il vero, il bene e l’amore del bello, dell’armonia e dell’Altro.

Nel periodo di stress è importante dare voce al corpo, alle emozioni, all’intelletto e allo spirito, solo così si riesce a trovare l’energia per superare periodi di crisi e di non sentirsi impotenti di fronte alle avversità della vita.

Secondo l’A:T. gli Stati dell’Io: Genitore, Adulto e Bambino, permettono all’individuo di dare voce alla propria essenza completa.

Il COVID 19 ci sta mettendo a dura prova, ma ci da anche una grande opportunità, quella di recuperare il nostro Io, che senza l’ambiente e l’Altro non può sopravvivere.

Trovare degli aspetti positivi nelle avversità è fondamentale perché alleggerisce il peso dello stress e permette di pensare e agire nuove alternative che fino a qule momento non erno presenti nel nostro Quadro di Riferimento.