CUORE E CERVELLO, EMOZIONI ED INTELLIGENZA

A cura della dott.ssa Lucia Laudi

Le emozioni sono intelligenza

D. Goleman autore del libro “Intelligenza emotiva” spiega come i centri emozionali, situati nella parte più antica del cervello, possono essere regolati e gestiti e non bisogna dire “sono fatto così; è vero che abbiamo dei circuiti emozionali ereditati, ma è anche vero che questi vengono plasmati dalla famiglia e dall’ambiente sociale.

A volte le situazioni della vita suscitano un groviglio di emozioni così intense che non riusciamo a distinguerle, quindi deconfondere e fare metacognizione permette di capire se la situazione richiede un agire tempestivo o riflessivo.

La deconfusione è la capacità di fare un esame di realtà e comprendere se le emozioni che proviamo sono adeguate, anche come intensità, alla situazione che stiamo vivendo o se sono esagerate e confuse, la metacognizione è farsi domande, chiedersi quali meccanismi si stanno mettendo in atto e cosa si può fare di diverso.

La nostra società tende a negare la natura e le emozioni sono considerate segni di debolezza, mentre dà importanza al QI e alla ragione e alla logica, quando, in verità, la mente umana è prevalentemente intuitiva, emotiva e creativa. Studi scientifici hanno individuato che l’essere umano ha un’intelligenza emotiva ed empatica.

Le emozioni sono gestite dal sistema limbico, dall’amigdala e dall’ippocampo collegati con la corteccia prefrontale destra.

Quando l’amigdala e l’ippocampo ricevono uno stimolo immediatamente cercano nella loro memoria a cosa corrisponde: pericolo, diffidenza, sicurezza, protezione, mandano l’impulso alla corteccia prefrontale destra, che elabora e rimanda all’amigdala la risposta, trasformandola in agito. Un malfunzionamento di questo circuito può portare gravi conseguenze, come fare agiti impulsivi: se la corteccia prefrontale destr non rimanda all’amigdala l’impulso di controllo, ecco che l’emozione ha il sopravvento portando il soggetto ad effettuare un raptus o a bloccarsi.

Secondo le neuroscienze, gli stati primari si formano nel bambino fin dalla nascita e nei suoi primi anni di vita prova delle emozioni primarie molto intense a livello viscerale, come felicità, rabbia, ansia da separazione e paura, che provocano delle accensioni del sistema limbico molto potenti e non avendo ancora la corteccia prefrontale destra sviluppata per poter elaborare processi e regolare le emozioni non riesce a controllare tutto ciò, per cui va nel panico e si blocca o reagisce con aggressività per difendersi dal marasma che lo travolge.  In questo periodo è importante che la figura genitoriale gli dia quel contenimento utile e fondamentale per dargli sicurezza e sentire che quel vortice di emozioni si può contenere e gestire; per far questo sovente basta fargli sentire la propria presenza, accarezzandolo, parlandogli con voce tranquilla e dolce, senza far trapelare la propria ansia o insofferenza per il suo pianto che a volte non viene compreso e non si acquieta.

La corteccia prefrontale destra manda dei segnali chimici per calmare sia il corpo sia la mente del bambino che si trova in uno stato di intensa e primitiva eccitazione, per cui , se il piccolo non ha una figura di accudimento sviluppata emotivamente, la sua corteccia perfrontale destra non potrà svilupparsi e organizzarsi per favorire lo sviluppo delle funzioni calmanti per sé. Egli non potrà formare le capacità di “gestire la propria vita” in modo efficacie, ma dovrà ricorrere a dei meccanismi di difesa, che man mano che cresce, se non li risolve, diventeranno comportamenti disfunzionali accompagnati da emozioni eccessive per la realtà che gli si presenta, come fare nuove amicizie, affrontare un’interrogazione o altre avversità della vita.

Dopo i diciotto mesi si formano le connessioni neuronali utili per formare i processi emotivi nella corteccia prefrontale sinistra, permettendo di associare le emozioni ad attività verbali, potendo, così, formare delle storie e delle spiegazioni su ciò che gli succede, a volte in modo dettagliato, altre volte in modo grossolano.

Al terzo quarto anno di vita il cervello del bambino include l’attività dell’emisfero sinistro che entra in contatto con il destro attraverso il corpo calloso, che favorisce la comunicazione tra la corteccia prefrontale destra e quella sinistra, permettendo di fare delle elaborazioni emotive altamente sofisticate.

L’educazione del bambino piccolo fino alla fine della adolescenza e il sostegno di figure genitoriali sviluppate emotivamente è fondamentale, perché gli permette di formare nuovi circuiti neuronali, che gli permetteranno di gestire l’invasione delle emozioni e di saperle riconoscere, dandogli la giusta denominazione.

Negli ultimi decenni sono stati fatti parecchi studi sulle emozioni, come riconoscerle, come gestirle e soprattutto come queste siano il motore delle nostre azioni e decisioni.

La vita dell’essere umano è caratterizzata dalla progettualità, senza di essa viene a mancare la struttura del tempo e le “carezze”, sia fisiche sia di autorealizzazione, che sono fonte di riconoscimento.

L’individuo ha un bisogno fondamentale di sentire che esiste anche per gli altri.

Per cercare di comprendere perché l’essere umano è giunto nella sua evoluzione a dare così importanza al cuore, a tal punto che questo ha prevalenza sull’intelligenza, sociologi e psicologi hanno effettuato studi approfonditi.

Essi sono arrivati a sostenere che le emozioni ci guidano nell’affrontare situazioni e compiti troppo difficili perché l’intelletto da solo possa affrontarli e  trovare delle soluzioni, come un lutto o eventi naturali e non (terremoti, tsunami, guerre, incidenti e malattie).

Si rivela fondamentale che l’intelletto e le emozioni collaborino tra loro per aiutarci a far fronte alle situazioni non solo avverse, ma anche belle e nutrienti per noi, perché in questo modo riusciamo a preservare e a raggiungere gli obiettivi prefissati, a formularne di nuovi e a trovare la soluzione a problemi complessi.

Io sono insegnante di scienze umane in un liceo e psicoterapeuta che segue anche gli adolescenti e ho visto come negli ultimi dieci anni sono aumentati a dismisura i ragazzi che non sanno gestire l’agitazione e la paura di una semplice interrogazione, trasformandola in ansia fino ad arrivare ad attacchi di panico.

Il libro di Goleman “Intelligenza emotiva” mi ha aiutato a trovare alcune risposte alla mia domanda: “Come mai i ragazzi di oggi fanno tanta fatica a gestire le emozioni?”

D. Goleman nel suo libro spiega in modo molto chiaro e semplice a cosa servono le emozioni, come queste sono strettamente legate all’ intelligenza e che avere un buon QI non significa essere intelligenti a trecentosessanta gradi, perché senza un’adeguata intelligenza emotiva l’essere umano non può svolgere alcuna azione che riguarda l’area sociale e personale.

MAI PENSARE: ORMAI E’ FINITO TUTTO

Quando si pensa che ormai non c’è più nulla da fare e che non ci sarà alcuna soluzione (Po in secca luglio 2022 Torino)

Ecco che all’improvviso si presenta davanti ai nostri occhi, come la sorgente sgorga dalle viscere della terra

(fontana Ciaudana Pianetto Usseglio).

Dott.ssa Lucia Laudi

Po in secca (luglio 2022 a Torino)

(fontana Ciaudana Pianetto Usseglio)

Invito a incontri del sabato 2022

Buongiorno a tutti!

Riparte il percorso con  i gruppi di Crescita Personale!

I primi incontri si terranno SABATO 8 OTTOBRE e  SABATO 29 OTTOBRE,   ( orario: dalle 15 alle 17.00): le date successive verranno stabilite   contestualmente.

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E. Berne ha affermato:  “ le  persone  si ammalano attraverso le relazioni interpersonali   ed attraverso di esse possono guarire” .

 Possiamo  diventare  consapevoli  di  aspetti del proprio  modo di  percepire  noi stessi   e  la  realtà  circostante   e    del modo di   instaurare  relazioni  con gli altri;  quando  utilizziamo delle modalità non adeguate soffriamo, e a volte la sofferenza può essere  alta.  Attraverso  la consapevolezza   del nostro modo di essere possiamo  quindi  attivare delle opzioni  diverse  di comportamento  e   prendere decisioni  di cambiamento.

La relazione di gruppo   è una modalità particolare, privilegiata, per  effettuare questo lavoro: utilizza infatti un ambiente interpersonale  che per  sua natura è ricco di stimoli e di sostegno.  L’attività del gruppo  ha la finalità di  aiutare ciascuno a lavorare su di sé scoprendo nella relazione con gli altri  degli aspetti che gli appartengono.

Per permettere  l’esperienza  della relazione guaritiva  del gruppo  propongo  un percorso  di sviluppo personale:  

LA SCOPERTA DI ME

         Il focus di questo percorso è  approfondire la conoscenza di sé  e migliorare le proprie relazioni con gli altri. Mediante la condivisione di esperienze personali,  integrata dalla presentazione di concetti teorici che permettano una    rilettura delle situazioni,   si possono elaborare  aspetti particolari della propria esperienza di vita, per poter  comprendere le dinamiche sottostanti, e l’individuazione di possibili  soluzioni o alternative.

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 Chi desidera partecipare  può contattarmi  personalmente per informazioni  ed accordi più specifici:

Dr.ssa Rossana Centis – cell 391 4512015

e – mail: psicoterapia.to.nord@gmail.com

ATTENZIONE AI NOSTRI FIGLI!!!

Questo messaggio ha l’intenzione di sollecitare l’attenzione dei genitori nei confronti dei figli: é IMPORTANTISSIMO cogliere segnali precoci di disagio relazionale  in tutte le fasce di etá evolutiva e adolescenza per poter prendere provvedimenti opportuni a PREVENIRE lo sviluppo di problematiche gravi.  Se come genitori percepite che c’è qualcosa che non va nella relazione con i vostri figli, o avete delle difficoltà particolari a gestirli, non aspettate che la cosa si risolva da sola aprendo l’ombrello in attesa che passi la pioggia, ma richiedete una consulenza specialistica.

Una consulenza può andare dal consulto del pediatra al richiedere uno aspecifico parere specialistico.

In questo senso propongo la mia consulenza psicoterapeutica.

Vi prego di focalizzare l’attenzione soprattutto sulla primissima parte della vita, alla nascita e subito dopo, e sul passaggio  all’adolescenza. È importante anche la valutazione di disturbi dell’apprendimento, e saranno gli insegnanti ad orientare l’attenzione su disturbi specifici o disturbi che potrebbero avere una base nelle relazioni familiari.

Chi desidera può contattarmi inviando una comunicazione su WA, su Telegram o telefonando al n 391 1512015

Rossana Centis