Padre, madre, figli – Maioli Sanese

Vittoria Maioli Sanese – “HO SETE PER PIACERE” – ed Marietti 1820 –

Che cosa significa essere genitori? Questo libro non dà consigli, non prescrive regole o comportamenti. Descrive una identità. Non si “fa” il genitore, si “è” genitore. Il problema dell’essere genitore è il problema dell’essere persona, dell’essere vero uomo e vera donna

Vittoria Maioli Sanese  (Rimini 1943)  è psicologa della coppia e della famiglia. Ha svolto la sua professione da più di quarant’anni  presso l’Opera per il Consultorio Familiare di Rimini  di cu è fondatrice e direttore. Oltre al lavoro clinico, guida  gruppi di riflessione  e di formazione per genitori, operatori sociali,  educatori, psicologi. Numerosi i suoi interventi in convegni, congressi,  seminari, scuole.

Vittoria Maioli Sanese – “CHI SEI TU CHE MI GUARDI” – Ed Marietti 1820 – L’autrice propone una riflessione, con profonda attenzione e semplice realismo, sulle tematiche più essenziali che caratterizzano la relazione genitore – figlio: origine, identità, legame di riconoscimento, appartenenza.

NATI PER VINCERE

L’essere umano, in qualsiasi età e condizione si trovi, può riscoprire in se stesso le radici del suo potenziale psichico completo. Sono questi i fondamenti dell’ANALISI TRANSAZIONALE, qui presentati in forma accessibile a tutti e con il corredo di numerosi esercizi. Torna in una nuova veste “Nati per vincere”, il volume che insegna, secondo i principi dell’analisi transazionale, a essere quel “vincente” che la vita ci ha destinato a essere

BIBLIOGRAFIA

In questa sezione vengono segnalati testi utili per un approfondimento personale su varie tematiche inerenti alla dimensione psicologica. Alcuni sono testi “classici”, noti ai professionisti del settore e parti integranti della formazione clinica, altri sono suggerimenti che nascono dai propri personali percorsi, predisposizioni, preferenze…

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IL POTERE DELLA TRIADE

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IL POTERE DELLA TRIADE

dot.ssa Lucia Laudi

Spesso, troppo spesso, facciamo l’errore di pensare che siamo solo corpo, o meglio di pensare che la triade corpo, mente e psiche sono degli elementi separati tra loro anche se appartenenti all’uomo; questo errore , purtroppo lo fanno anche molti medici.

In realtà l’uomo è composto da quattro elementi: corpo, emozioni, intelletto e spirito; si perché la spiritualità fa parte dell’essere umano, al di là della religione.

Quando si vive un piccolo grande trauma psicologico è fondamentale prendersi cura della propria psiche, elaborare il trauma stesso , guardandolo “in faccia” e affrontando la paura che lo accompagna; invece sovente si mette in atto la difesa naturale “SCAPPARE”.

Questa è una difesa efficace quando il pericolo è reale e non c’è alternativa per la salvaguardia della propria e altrui incolumità ed è utile sul momento, ma successivamente è importante affrontare il trauma con la sua paura, perché se non lo facciamo la psiche resta bloccata al momento del trauma stesso e il nostro corpo ne risente fino ad ammalarsi anche gravemente.

Molto importante è fare contatto con la triade corpo, mente e psiche, e per fare questo è necessario contattare l’inconscio in modo da far emergere le paure, le rabbie e tutto ciò che disturba e che con il trauma viene consolidato. Il nostro inconscio è come il lago sopra riportato, che si chiama Lago Nero, perché pur essendo poco profondo, è talmente scuro che non si vede la fine.

Detto questo, è fondamentale contattare tutte le parti che ci compongono, per cui il parlato e il non detto devono interagire tra loro.

Non si può negare la connessione psiche-cervello-organo per cui è importante ascoltare i sintomi come: nausea, febbre, allergie, infarti, ecc., perché è il nostro corpo che ci sta parlando e ci sta comunicando un disagio inascoltato che la psiche non riesce più a reggere. Purtroppo non sempre riusciamo a capire questi messaggi perché abbiamo smesso di ascoltarci, dobbiamo riappropriarci del linguaggio non verbale.

Quindi è fondamentale dialogare con la nostra psiche e il nostro corpo, entrambi si influenzano e agiscono l’una sull’altro.

Analizzando i detti, che per me sono molto importanti, in quanto hanno sempre un fondo di verità, si osserva come l’essere umano ha dato sempre molta importanza agli organi e ha riconosciuto che essi sono sede delle emozioni. “Me la sono fatta addosso dalla paura”, i reni e l’intestino sono sede della paura, “Mi si accappona la pelle”, paura e terrore,  “ a livello di pelle sento che…..”, questo organo riveste il nostro corpo e lo protegge dagli agenti esterni ed è un tramite tra interno ed esterno, molto significative sono le malattie della pelle come eczemi, psoriasi, ecc. “Muoio di crepa cuore” esprime un dolore insopportabile, “Mi porto un peso sul groppone”, sentire il peso di grandi responsabilità, si può soffrire di mal di schiena.

C’è  una vasta varietà di modi di dire, che mettono in risalto come gli organi sono la sede delle emozioni e se non impariamo a leggere questo linguaggio non verbale e a comprendere e a soddisfare i bisogni espressi, il nostro corpo si ammala e con esse anche la mente.

La psiche è come un problema, se lo affrontiamo lo comprendiamo e troviamo una soluzione ad esso, se lo fuggiamo prima o poi ritornerà indietro come un boomerang e ci farà molto male.