L’italiano è un popolo attirato dalle lotterie o da tutto quello che è gioco dove si scommette o da quei meccanismi in cui chi raggiunge una certa quota vince dei soldi o dei rimborsi. Basta vedere la GTT a Torino ha attivato “Bippa”, chi timbra più volte entro un certo tempo avrà uno sconto sull’abbonamento o il Cashback, chi fa più transazioni con il bancomat entro sei mesi gli verrà accreditato un premio oltre ad un rimborso. Come gli Stati dell’Io agiscono in un giocatore d’azzardo.
Lo Stato dell’Io Bambino in questo soggetto prende il sopravvento nel momento in cui avverte l’impulso ad andare a giocare, a volte determinato da momenti di stress o di forti delusioni e frustrazioni. Il Bambino diventa il tentatore che spinge l’individuo a trasgredire le promesse fatte a se stesso e agli altri. Il giocatore d’azzardo non va alla ricerca del piacere della vincita, ma è nella fase che precede il gioco che la tensione e l’eccitazione aumenta e nello stesso tempo inizia un conflitto con il Genitore interno, che cerca di fermarlo anche con rimproveri, ma la maggior parte delle volte fallisce. Durante tutto il tempo che la persona gioca passa dalla gioia della vincita alla tristezza più profonda data dalla perdita ed è un continuo altalenarsi tra il suo Bambino che prova una forte eccitazione nella fase che precede la giocata e nel trasgredire e il suo Genitore che lo rimprovera. In tutto questo tempo le Stato dell’Io Adulto è assente e non riesce a prendere le redini, se non quando il giocatore, dopo aver perso anche somme ingenti, si rende conto del disastro che lo aspetta sia economico e sociale sia con la famiglia.
La tentazione prende il sopravvento
Gestire il nostro interiore porta alla tranquillità
Questo è un messaggio di SPERANZA. Sono molto colpita dal crescendo di notizie di giovani e giovanissimi che soccombono perché compiono o subiscono atti autodistruttivi. Giovani generazioni allo sbaraglio, senza argini di riferimento, evidentemente senza sufficienti punti di appoggio per percepire il senso della loro vita. E i genitori alla disperazione. Ma la disperazione aleggiava nell’aria già prima del disfacimento dei figli.
Cosa ci sta succedendo?
Non lasciamoci appendere al collo una macina che ci trascina al fondo del fiume. Questa è la vera morte da Covid. Alziamo gli occhi e guardiamo alla vita.
I nostri figli ha bisogno di guardare in alto per trovare le energie vitali per affrontare i loro giorni. Loro ci osservano e noi possiamo insegnare a loro come rispondere alle sfide della vita.
In questo siamo un popolo esperto, siamo abili nelle ricostruzioni, le nostre famiglie hanno storicamente superato dei gravi frangenti sociali nei secoli scorsi, e possiamo re-incamminarci, abbiamo le energie etiche e di fantasia per camminare attraverso emergenze, disastri, perdite, ostacoli.
Ognuno di noi ha nel suo DNA le risorse per costruire e ricostruire contrastando le forze distruttive. CREDIAMOCI.
Bisogna ripartire da ciò che abbiamo tra le mani: la scintilla vitale. Reimpariamo a capire quali sono le cose essenziali e condividerle (questo lo possiamo fare anche con mascherine, distanziamento sociale e sanificazioni di mani ed ambienti). Guardiamoci negli occhi e guardiamo negli occhi i nostri figli, che hanno bisogno di comprendere attraverso di noi cosa può essere lasciato andare e cosa va trattenuto a tutti i costi perché ha valore, devono imparare a scegliere.
L’importante è che non ci lasciamo vincere dalla paura. Paure della malattia, paura della morte, paure della solitudine…anche la morte è un valore: prima o poi dovremo pure anche noi affrontare questo collo di bottiglia, e dobbiamo sapere come affrontarla.
Possiamo sfruttare questa enorme crisi mondiale per trovarci rinati e vincenti. Raccogliamo la sfida!
Personalmente sono disponibile a creare luoghi di accompagnamento, ascolto, confronto, aiuto, sia dal vivo sia sul web. Contattatemi! Cresceremo insieme!
In questo articolo voglio fare una breve riflessione sui meccanismi psicologici che si innescano nei giocatori d’azzardo fino a diventare una dipendenza e come mai diventano dipendenti alcuni soggetti e altri no, tenendo conto che scommettere e partecipare ai giochi in cui c’è una posta che si può vincere o perdere appartiene all’essere umano.
Essendo italiana ho osservato come l’italiano sia un popolo attirato dalle lotterie o da tutto quello che è gioco dove si scommette o da quei meccanismi in cui chi raggiunge una certa quota vince dei soldi o dei rimborsi. Basta vedere la GTT a Torino ha attivato “Bippa”, chi timbra più volte entro un certo tempo avrà uno sconto sull’abbonamento o il Cashback, chi fa più transazioni con il bancomat entro sei mesi gli verrà accreditato un premio oltre ad un rimborso.
L’uomo è l’unico essere vivente che gioca da quando nasce fino alla morte, mentre altre specie giocano fino a che il cucciolo diventa adulto e ha imparato tutto ciò che deve sapere per vivere nel branco.
Il gioco per l’uomo ha tre funzioni fondamentali: gioco Bambino o ludico importante per sviluppare la creatività, per rigenerarsi, per elaborare, gestire e conoscere le emozioni. Il gioco Adulto, permette di acquisire conoscenze, sviluppa la parte cognitiva, la collaborazione, il pensiero complesso utile per effettuare il problem solving. Infine il gioco Genitore aiuta ad acquisireregole sociali, morali, i valori, a diventare cittadino e genitore, acquisendo modelli dalle proprie figure genitoriali e dalla società in cui l’individuo vive.
Nell’Analisi Transazionale Genitore, Adulto e Bambino indicano tre Stati dell’Io che comprendono comportamenti, pensieri e sentimenti acquisiti nell’arco della nostra vita personale, fin dal momento del concepimento, e di quella sociale che inizia nella propria famiglia.
Per capire meglio cosa si intende per Stati dell’Io riporto le definizioni di C. Moiso e M. Novellino che hanno riportato nel loro libro “Gli Stati dell’Io”.
Stato dell’Io Bambino è un insieme di sentimenti, pensieri e modelli di comportamenti che si strutturano fin dall’infanzia, è creativo, curioso, spontaneo e ricco di pulsioni. Stato dell’Io Adulto è un insieme di sentimenti, pensieri e modelli di comportamenti autonomi e adeguati alla realtà presente, sa fare un esame di realtà, dà e raccoglie informazioni e le elabora per giungere ad una risposta cognitiva e comportamentale adeguata alla situazione. Stato dell’Io Genitore è un insieme di sentimenti, pensieri e modelli di comportamenti incorporati dall’esterno, ossia dalle nostre figure genitoriali (mamma, papà, nonni, fratelli, insegnanti, ecc.), fornisce divieti, regole, incoraggiamenti, ma prova anche emozioni acquisite.
Dagli studi e approfondimenti che ho effettuato seguendo corsi di formazione, ho fatto delle riflessioni su come gli Stati dell’Io agiscono in un giocatore d’azzardo.
Lo Stato dell’Io Bambino in questo soggetto prende il sopravvento nel momento in cui avverte l’impulso ad andare a giocare a volte determinato da momenti di stress o di forti delusioni e frustrazioni. Alle volte il Bambino diventa il tentatore che spinge l’individuo a trasgredire le promesse fatte a se stesso e agli altri.
Il giocatore d’azzardo non va alla ricerca del piacere della vincita, ma è nella fase che precede il gioco che la tensione e l’eccitazione aumenta e nello stesso tempo inizia un conflitto con il Genitore interno, che cerca di fermarlo anche con rimproveri, ma la maggior parte delle volte fallisce.
Durante tutto il tempo che la persona gioca passa dalla gioia della vincita alla tristezza più profonda data dalla perdita ed è un continuo altalenarsi tra il suo Bambino che prova una forte eccitazione nella fase che precede la giocata e nel trasgrediree il suo Genitore che lo rimprovera. In tutto questo tempo le Stato dell’Io Adulto è assente e non riesce a prendere le redini, se non quando il giocatore, dopo aver perso anche somme ingenti, si rende conto del disastro che lo aspetta sia economico e sociale sia con la famiglia.
Cosa significa essere dipendenti? Solitamente la persona dipendente: dal gioco, da sostanze, da cibo o affettivamente dipendente, cerca di colmare la carenza di carenze psichiche che non ha ricevuto nella sua vita passata, ma con il suo atteggiamento e la sua difficoltà relazionale finisce con il confermare a se stessa che nulla cambierà.
Il giocatore d’azzardo sovente presenta altre dipendenze (da sostanze o da alcol) ed il suo atteggiamento verso se stesso, gli altri e il mondo è caratterizzato da una combinazione di elementi lesivi: avverte il bisogno di giocare somme sempre più alte per provare un’eccitazione maggiore, diventa irrequieto e irritabile quando il gioco viene interrotto, fa parecchi tentativi di controllarsi ma falliscono inesorabilmente, è preoccupato per ciò che potrà accadere a lui e alla sua famiglia, cerca di trovare modi per trovare i soldi appoggiandosi agli altri per rifarsi dalle perdite, gioca somme sempre più alte, perde le relazioni amichevoli e il lavoro, insomma rischia di finire in un baratro di disperazione in cui il senso di colpa lo attanaglia..
Il giocatore d’azzardo non va alla ricerca della vincita, ma vuole ed è convinto di controllare la perdita, la quale è data dal caso; purtroppo egli non si rende conto che il caso, proprio per la sua caratteristica di imprevedibilità, non può essere controllato.
Uscire da questo “giro vizioso”, che sembra non finire mai è possibile, faticoso ma possibile; intanto è fondamentale che la persona riconosca di essere un giocatore d’azzardo, quindi di avere una dipendenza, che perderà sempre il denaro che gioca e anche di più, perché non si fermerà alla prima vincita e che ha bisogno degli altri per uscire dal baratro del gioco, da solo non può farcela.
Il giocatore d’azzardo può tornar ad una vita più serena e tranquilla nel momento in cui individua il significato che il gioco ha per sé e cosa sta sostituendo con esso: il senso di vuoto, la continua ricerca della propria autostima, la rivincita su coloro che lo continuano a svalutare.
Queste persone sono molto sofferenti, hanno bisogno di essere comprese e non demonizzate, di sentirsi amate e di “vedere” che è possibile uscire da baratro, ma devono fare un percorso non facile di consapevolezza e di ristrutturazione della propria personalità e che necessitano di un caregiver, al quale spetta un compito arduo ed è per questo che anch’esso ha bisogno di un sostegno molto saldo.
Costruire una rete intorno al giocatore a al cargiver è l’elemento fondamentale per una riuscita del percorso psicoterapeutico
LA SERENITA’ E LA TRANQUILLITA’SI POSSONO RAGGIUNGERE
BIBLIOGRAFIA
C. Moiso e M. Novellino Gli Stati dell’Io Astrolabio edizione 1982
E. Berne “Ciao!”…. e poi? Bompiani edizione 1987
C. M. Steiner Copioni di vita Edizioni La Vita Felice edizione 2005
La paura, come ogni altra emozione, ha una funzione ben precisa, quella di avvisarci dell’esistenza di un pericolo, ma a volte questo non corrisponde ad un pericolo reale come cadere in un burrone.
Nella società c’è un pericolo concreto, che incute una paura molto forte fino a diventare attacco di panico, la paura di non essere accettato dagli altri, quegli altri che per noi sono importanti e fondamentali per la nostra sopravvivenza psichica, perché la nostra personalità non corrisponde ai canoni comuni.
Vincere il panico vuol dire cambiare un atteggiamento mentale, rimescolare le carte della nostra vita, modificare il personaggio che ci siamo costruiti fin da piccoli e non farci ingabbiare dalle consuetudini e dai codici di un sociale che non ci corrisponde più e che ci impedisce di esprimere la nostra natura.
L’attacco di panico è una delle forze sotterranee del nostro inconscio che ci spinge in modo travolgente nella realtà, spazzando via i nostri castelli di sabbia, che abbiamo sempre difeso con tutte le nostre forze, pensando che fossero le nostre fondamenta. Il panico non deve essere considerato un nemico da combattere, ma è semplicemente una manifestazione della nostra parte più vitale e sana, che ci avverte di prenderci cura di noi stessi e del bisogno di vivere un’esistenza in armonia con la natura profonda che appartiene ad ognuno di noi.
Quando ci troviamo di fronte alle nostre paure interiori o reali è fondamentale guardarle in “faccia”, pensare alle situazioni che abbiamo affrontato nella nostra vita e che troveremo un modo per superarle e risolverle, ma soprattutto è importante lasciare spazio alla nostra essenza psichica perché è quella che ci aiuta a superare le avversità. Non possiamo pensare di avere una vita senza paura così come non potrà essere senza dolore, ma c’è anche gioia, serenità e soddisfazione, dobbiamo imparare a vederle e a viverle.
Attrezzando in modo adeguatola nostra psiche e la nostra mente potremo affrontare burroni assai profondi, gestendo la paura che ci invade quando siamo sospesi in aria, ma alla fine del percorso proveremo una soddisfazione immensa e saremo orgogliosi di noi stessi.
L’Analisi Transazionale e la Psicoterapia Integrativa permettono all’individuo di scoprire la sua natura e di trovare nuovi modi di esprimerla, tenendo conto della società in cui vive.
La psicoterapia fa trovare il CORAGGIO DI VIVERE, insegna ad ascoltare l’attacco di panico, quale bisogno o/e disagio sta comunicando e a mettere in atto nuovi atteggiamenti ed esso se ne andrà da solo.